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Siria, aumenta pressione sulla Russia ma no sanzioni Ue

dall’inviata Francesca Venturi

Lussemburgo – Aumenta la pressione internazionale sulla Russia, considerata ufficialmente “alleata” del regime di Assad nei bombardamenti di Aleppo, definiti come “crimini di guerra”, e richiamata dall’Unione europea alla sua responsabilità: quella di “dimostrare attraverso politiche e azioni tutti gli sforzi per fermare il bombardamento indiscriminato da parte del regime siriano, ripristinare la cessazione delle ostilità, assicurare l’immediato ed esteso accesso agli aiuti umanitari e creare le condizioni per una transizione politica credibile e inclusiva”.

La prima risposta di Mosca non si è fatta attendere: giovedì, ha annunciato il generale russo Sergeij Roudoskoi, “sarà attuata una tregua umanitaria di 8 ore ad Aleppo”. Un “passo positivo, un inizio”, l’ha definito il capo della diplomazia europea Federica Mogherini, ma “non è sufficiente: per risolvere la crisi umanitaria ad Aleppo servono almeno 12 ore”. Proprio giovedì, a Bruxelles, i capi di Stato e di governo Ue si incontreranno per un vertice che fra i principali punti all’ordine del giorno ha proprio la voce “relazioni fra Ue e Russia”.

Contrariamente alle aspettative della vigilia, a Lussemburgo oggi non si è parlato di possibili nuove sanzioni alla Russia. “Attorno al tavolo dei ministri degli esteri europei l’ipotesi è stata evocata solo per definirla non realistica e non attuale – ha sintetizzato il ministro Paolo Gentiloni al termine della discussione – anche chi si è detto favorevole si rende conto che non ci sarebbero le condizioni”. Quello che sarà invece considerato, nelle prossime settimane, è una nuova lista di personalità e entità legate al regime di Assad per un eventuale ulteriore pacchetto di misure restrittive. Ma l’Europa continua a privilegiare le strade diplomatiche: e da domani, ha annunciato l’alto rappresentante Federica Mogherini, l’Ue proverà ad avviare un dialogo che guardi al futuro della Siria. “Sarebbe utile cominciare a parlare della riconciliazione, della governance, e della ricostruzione future – ha spiegato il capo della diplomazia – non si tratta di sostituire le altre strade diplomatiche, in particolare quella di Losanna sotto gli auspici dell’Onu, ma di affiancarle”. Gli interlocutori di questi nuovi colloqui sono”Turchia, Iran, Arabia Saudita ma anche una parte dell’opposizione siriana, la società civile, le donne, le minoranze cristiane ed altre”, in ogni caso non l’attuale regime di Assad. “E’ qualcosa su cui sentiamo di avere una responsabilità”, ha spiegato Mogherini. (AGI)

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