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Siria: Biagini, giusto coinvolgere curdi nelle trattative

Roma – “I curdi sono gli unici in grado di bloccare sul terreno l’avanzata dell’Isis: conoscono perfettamente il territorio e, essendo sempre stati oggetto di persecuzione – parliamo di 4 minoranze in 4 stati – hanno notevoli capacita’ di resistenza e contrapposizione”. Cosi’ Antonello Biagini, prorettore dell’Universita’ La Sapienza e docente di Storia dell’Europa Orientale, commenta la volonta’ della Russia di includere i curdi nei colloqui di pace sulla Siria che ricominceranno tra pochi giorni a Ginevra. “E’ una buona mossa anche dal punto di vista della propaganda”, continua Biagini, ricordando che “la Russia non vuole considerare la Turchia come un interlocutore, in quanto ha una visione diversa degli assetti che deve avere la regione”.

E proprio gli assetti della regione che ruota intorno al Mediterraneo, con i conflitti in Libia e Siria, l’emergere dell’Isis, la crisi dei profughi in Europa, l’involuzione democratica in Turchia e il ritorno dell’Iran sullo scacchiere internazionale, sono al centro della Winter School in Geopolitica e Relazioni internazionali che si apre domani a Roma. La Winter School, organizzata dal Centro Studi Geopolitica.info e patrocinata tra gli altri dalla Sapienza, ambisce proprio a dare strumenti di interpretazione dell’attualita’ e delle sue radici storiche: “Studiare oggi geopolitica significa immaginare cosa puo’ accadere e formulare ipotesi di soluzione”, spiega Biagini, ricordando che “al momento manca un soggetto capace di mediare nei conflitti in corso. Un tempo le superpotenze agivano da arbitri, oppure imponevano delle soluzioni. Oggi l’unica superpotenza rimasta, gli Stati Uniti, si e’ defilata in questa area, anche per l’alleanza con l’Arabia Saudita, che non e’ in discussione”.

Giunto alla fine del secondo mandato e non potendo comunque essere rieletto, argomenta Biagini, “Obama in realta’ avrebbe spazio di manovra, ma sono in corso le primarie, e una ipotesi di intervento danneggerebbe i candidati democratici. Oggi l’elettorato americano e’ molto tiepido rispetto all’ipotesi di impegnarsi in un conflitto”. Oggi nessuno e’ in grado di costringere gli altri intorno ad un tavolo: “Deve ancora emergere un soggetto capace di gestire la crisi, quindi ben venga il protagonismo della Russia. Proprio ieri Obama ha accusato Londra e Parigi di aver contribuito alla disarticolazione di quell’area tra il Nord Africa ed il Medio Oriente, gia’ interessata da forti fenomeni di migrazione e ora da flussi di profughi. E’ importante che la Russia sia rientrata nei giochi. Averla isolata negli anni passati e’ stato un errore grave che ha danneggiato gli equilibri internazionali, in particolare in virtu’ della relazione tra Russia e Siria. La Russia e’ una consistente potenza regionale ed escluderla ha generato un conflitto asimmetrico”.

Instabilita’ del Mediterraneo, ma anche recessione economica e l’emergere di nuovi nazionalismi in Europa, il protagonismo della Germania e il rischio-Brexit, e poi l’Italia che per ragioni geografiche, politiche, economiche e sociali e’ al centro di queste tensioni: questi i temi che verranno trattati nei 12 incontri della Winter School, che vuole essere “volano di una profonda riflessione sul ruolo dell’Italia e una possibilita’ per il suo rilancio internazionale”. L’iniziativa, giunta alla sua 10ma edizione, si rivolge a laureati e laurenadi, ma anche a figure gia’ inserite nel mondo del lavoro, ed e’ realizzata con il contributo di Rugghia&Associati, con il patrocinio scientifico della Link Campus University, della Societa’ Geografica Italiana, e del Centro di ricerca “Cooperazione con l’Eurasia, il Mediterraneo e l’Africa Subsahariana” dell’Universita’ di Roma La Sapienza. (AGI) 

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