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Siria, donne abusate da operatori che lavorano per conto dell’Onu

Secondo la cooperante Danielle Spencer molte persone evitano i centri di distribuzione degli aiuti perché temono di essere ricattate.

Pubblicato il 27/02/2018 –
giordano stabile –
inviato a Beirut –

Cibo e aiuti per i figli e la famiglia in cambio di «favori sessuali». E’ l’ultimo scandalo che il mondo degli aiuti umanitari e questa volta il teatro è la Siria, un Paese devastato da sette anni di guerra civile e con sei milioni di sfollati interni. Proprio le donne rifugiate in campi profughi e altre zone lontane da casa sono state prese di mira e abusate da operatori locali che distribuiscono gli aiuti per conto di organizzazioni umanitarie dell’Onu. A rivelarlo, in una drammatica intervista alla Bbc, è stata la cooperante Danielle Spencer. Un fenomeno così diffuso, racconta, che molte donne siriane ormai si rifiutano di andare presso i centri di distribuzione degli aiuti perché temono di essere ricattate.

«Non consegnavano gli aiuti fino a che le donne non si concedevano», ha rivelato Spencer, che ha parlato direttamente con donne vittime di abusi: «Mi ricordo di una donna che piangeva in una stanza, stava molto male. Una donna che si trova in un centro e aspetta di ricevere cose essenziali per poter vivere come cibo o sapone deve essere protetta. L’ultima cosa di cui ha bisogno è un uomo che la ricatti chiedendole di fare sesso con lei in cambio di quegli aiuti».

Una inchiesta sulle violenza di genere condotta dallo United Nations Population Fund (Unfpa) ha concluso che questo tipo di abusi sono diffusi in vari governatorati della Siria. Il rapporto Voices from Syria 2018 denuncia anche che “ragazze vengono date in spose a funzionari per un breve periodo tempo, per servizi sessuali, in cambio di cibo. Gli operatori locali che distribuiscono gli aiuti chiedono numeri di telefono”, vogliono visitare le case delle donne assistite per “prendere qualcosa in cambio” come “passare una notte assieme”. Il rapporto precisa che sono le donne “senza protezione maschile”, cioè orfane, vedove, divorziate, le più esposte al rischio di abusi sessuali.

Al-Qaeda bombarda i corridoi umanitari

Il rapporto dell’Unfpa e le confessioni della cooperante Spencer gettano una luce ancora più sinistra su un Paese in ginocchio. Anche la speranza dei corridori umanitari per la Ghouta assediata è durata poco. Questa mattina dovevano partire i primi convogli di aiuti della Croce rossa internazionale ma i combattenti di Hayyat al-Tahrir al-Sham, un gruppo legato ad Al-Qaeda, ha bombardato con i mortai la strada aperta dai governativi e dai russi. I combattimenti sono destinati a riprendere e non si vede una via di uscita.

http://www.lastampa.it/2018/02/27/esteri/laccusa-di-una-cooperante-donne-siriane-abusate-da-operatori-dellonu-e-delle-ong-FgTV0UYjNCLaoMCO1pOGtL/pagina.html

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