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Siria, "i jet russi hanno ucciso più civili dell'Isis"

Londra – Dall’inizio del loro salvifico (solo per Bashar Assad) intervento militare in Siria, lo scorso 30 settembre, i russi hanno ucciso piu’ civili di Isis. E’ quanto scrive il britannico Times citando l’Osservatorio siriano per i diritti umani secondo il quale sotto le bombe dei caccia e dei bombardieri di Mosca hanno perso la vita 2.704 civili mentre nello stesso periodo Isis ne ha massacrato 2.686. Aerei da guerra siriani stanno continuando a sorvolare la citta’ di Hasakah (nella punta nord-orientale del Paese),controllata dai curdi filo-americani, malgrado ieri jet Usa siano intervenuti proprio per proteggere le forze curde, bombardate ieri dagli aerei di Damasco con il rischio di colpire le forze speciali di Washington presenti nella zona. Caccia americani si sono levati in volo quando e’ giunta una richiesta di intervento dai commandos sul posto. Non appena hanno raggiunto la zona i jet siriani si sono dileguati. Finora si sono limitati, a partire da stanotte, a sorvolare l’area senza sganciare alcuna bomba ma il rischio di uno scontro diretto tra aerei da guerra di Washington e Damasco, seppur remoto, resta. Il tutto con i russi, alleati di Assad, che finora si sono limitati a guardare senza farsi coinvolgere nella disputa ma sottolineando di non aver propri aerei da guerra impegnati nell’area.

Ieri Mosca aveva respinto le accuse di avere bombardato civili nel quartiere al Katerji di Aleppo il 17 agosto. E il portavoce del ministero della Difesa Igor Konashenkov ha contestato le immagini, diventate virali, del piccolo Omran: il bimbo siriano ferito seduto in ambulanza dopo essere stato estratto – secondo alcuna stampa – dalle macerie di un edificio ad al Katerji, presumibilmente bombardato dall’aviazione russa. “La situazione critica in cui si trovano oggi, non per loro volonta’, tutti i bambini trattenuti dai terroristi è senza dubbio una tragedia – ha detto Konashenkov – tuttavia, l’uso cinico di questa tragedia da parte di alcuni media occidentali, con materiale stereotipato di propaganda anti-russa, non e’ altro che un crimine morale”. “Abbiamo piu’ volte sottolineato che i mezzi dell’Aviazione russa nella Repubblica araba di Siria non colpiscono mai obiettivi nelle localita’ popolate – ha aggiunto – questo riguarda anche il quartiere di al Katerji, menzionato dai mass media occidentali, e che e’ adiacente a due corridoi per il passaggio sicuro dei cittadini locali, aperti di recente nell’ambito delle operazioni umanitarie russe”. Konashenkov mette anche in dubbio che l’edificio in cui Omran si trovava sia stato colpito in un raid aereo, poiché nelle fotografie appaiono finestre intatte. Piuttosto che una incursione aerea, ha detto, si e’ trattato di bombole di gas “utilizzate in consistenti quantita’ dai terroristi”, termine con cui sia il governo russo che Damasco definiscono i ribelli che da cinque anni combattono contro le forze armate lealiste.(AGI) 

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