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Siria: iniziata guerra turchi ai curdi dell'Ypg, almeno 35 morti

Beirut – Un nuovo fronte di guerra si e’ aperto da ieri in Siria dopo il ‘casus belli’ di un soldato turco ucciso (la prima vittima dall’inizio delle operazioni, mercoledi’, in Siria) e tre feriti dal lancio di razzi contro due carri armati che secondo Ankara sono da imputare ai miliziani curdi dell’Ypg. Formazione considerata dagli Usa ‘comodi’ alleati (furono gli stessi a liberare Kobane da Isis nel 2014),ma terroristi alla tregua del Pkk, dai turchi che temono la nascita di un’entita’ statuale curda tra Turchia e Siria e poi in Iraq e Iran. Oggi sono iniziati conneggiamenti dell’artiglieria turca e raid aerei per la prima volta diretti esplicitamente contro i miliziani curdi. Ai 20 civili morti e 50 feriti dai colpi sparati dall’artiglieria pesante turca a Jeb el-Kussa, un villaggio a sud di Jarablus, si sono aggiunte altre 15 vittime e 25 feriti in un raid aereo vicino alla citta’ di Al-Armaneh. Lo denuncia l’Osservatorio siriano per i diritti umani. Un portavoce della comunita’ curda parla invece di 75 vittime tra le due cittadine. Oggi e’ il quinto giorno di operazioni militari di Ankara in Siria che hanno come obiettivo ufficiale primario l’Isis ma da ieri anche i miliziani curdi dell’Ypg. Ankara aveva ottenuto per bocca del vicepresidente americano Joe Biden, nella prima visita a Ankara di un esponente dell’amministrazione Obama dopo il ‘fallito’ golpe del 15 luglio, il sostegno degli Usa. Biden, facendo eco al presidente Recep Tayyip Erdogan, aveva intimato ai miliziani curdi di ritirarsi ad est del fiume Eufrate. Non solo quindi da Jarablus ma anche da Manbij, la roccaforte di Isis, conquistata dalle forze curdo-siriane della Sdf. Da ieri i turchi hanno la scusa per colpire i curdi dell’Ypg mettendo in difficolta’ gli Stati Uniti che finora hanno contato su di loro sia per contrastare Isis che per tenere sotto pressione le forze di Assad.

Erdogan, combatteremo allo stesso modo isis e curdi Ypg
Il presidente Recep Tayyip Erdogan ha gettato la maschera e ha confermato quello che molti analisti sospettavano: l’ingresso (con la benedizione degli Usa) di truppe turche mercoledi’ in Siria, ufficialmente per strappare ad Isis il controllo della citta’ di Jarablus, in realta’ puntera’ anche a combattere “con la stessa determinazione” le milizie curde siriane dell’Ypg, considerate da Ankara terroristi alla stregua del Pkk ma alleate degli Stati Uniti. Lo ha annunciato lo stesso Erdogan da Gaziantep, teatro il 20 agosto di un sanguinoso attentato ad un matrimonio in cui morirono 54 persone. Attentato attribuito ad Isis e non ai curdi. La situazione e’ peraltro gia’ precipitata ieri quando, secondo l’agenzia turca Anadolu, fornendo un ‘casus belli’ ad Ankara, milizie curde avrebbero sparato diversi razzi contro 2 carri armati turchi vicino Jarablus uccidendo 1 soldato (prima vittima dall’inizio dell’operazione) e ne ha feriti 3. Ed oggi aerei a artiglieria turca hanno martellato posizioni curde, sostenendo di aver ucciso 25 miliziani anche se secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani sarebbero morti 40 civili. Forniremo ogni possibile contributo all’opera di estirpazione Daesh (Isis, ndr) dalla Siria. Per questo riguarda il problema del gruppo terroristico (curdo-siriano) PYD (braccio politico dei miliziani dell’Ypg, ndr) in Siria stiamo dimostrando la stessa determinazione”. (AGI) 

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