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Siria, Kerry "fatta chiarezza su nuova tregua ma no accordo"

Ginevra – Al termine di una maratona di 12 ore di negoziati a Ginevra, il segretario di Stato americano, John Kerry, e l’omologo russo, Serghei Lavorv, non hanno raggiunto alcun accordo sul cessate il fuoco in Siria, ma secondo il capo della diplomazia Usa e’ stata fatta “chiarezza” sui passi da compiere per avere una nuova tregua visto che la precedente “non e’ stata rispettata”

Kerry, che aveva al fianco Lavrov, ha aggiunto di ritenere che “siamo vicini (ad un accordo) ma non vogliamo precipitarci verso un’intesa fino a quando questo non soddisfera’ completamente tutti i bisogni del popolo siriano”.

 “Oggi posso dire che abbiamo fatto chiarezza sulla strada da seguire” per raggiungere un accordo per nuovo un cessate il fuoco ha specificato Kerry aggiungendo che gli sherpa russi e americani resteranno a Ginevra per proseguire i colloqui nei prossimi giorni per superare le ultime divergenze. Sulla stessa linea Lavrov secondo il quale “ci sono (ancora) alcune cose che debbono essere definite”. 

Al centro dell’incontro una tregua per consentire la distribuzione degli aiuti umanitari, dopo la disponibilita’ data da Mosca a uno stop di 48 ore ai combattimenti ad Aleppo. Dove, secondo l’Unicef, “piu’ di 100.000 bambini restano intrappolati nella parte orientale della citta’, dall’inizio di luglio. Oltre 35.000 persone sono sfollate nella parte occidentale della citta’”. A Deraya, sobborgo di Damasco in mano ai ribelli e assediato dalle forze di Damasco, e’ cominciata intanto l’evacuazione di migliaia di civili intrappolati e allo stremo dopo l’accordo tra il regime e le diverse fazioni di rivoluzionari che operano nella zona. Ma Lavrov e Kerry discutono anche la possibilita’ di unaccordo sul coordinamento delle operazioni militari dicontrasto all’Isis, che da mercoledi’ vede impegnate anche sulterreno le forze turche. Ankara oggi ha inviato altri 4 carriarmati a Jarabulus, liberata dall’Isis mercoledi’ grazieall’offensiva a sostegno dei ribelli siriani moderati e lacopertura aerea della coalizione internazionale. Mentrel’esercito turco continua nell’operazione di pulizia della zonadagli jihadisti, sono arrivate le critiche dell’Iran, alleatodi ferro di Bashar al-Assad: un portavoce del ministero degliEsteri, senza citare la Turchia, con cui Teheran ha ottimiscambi economici, ha ricordato che le operazionianti-terrorismo sul suolo siriano vanno condotte con ilpermesso di Damasco e devono rispettare la sovranita’ dellaSiria. Per ora e’ stato rinviato un incontro annunciato peroggi a Ankara tra il capo dell’esercito turco Hulusi Akar e ilsuo omologo russo Valery Gerasimov, al fine di realizzare unmaggiore coordinamento tra gli eserciti e l’intelligence diAnkara e Mosca, sia nella lotta all’Isis che nella gestionedella crisi siriana. In Turchia due attacchi del Pkk almeno 13 morti e 78feriti. Il premier turco Binali Yidirim si e’ scagliato controi media occidentali, smentendo che l’operazione militare turcain Siria, oltre che colpire l’Isis, voglia anche contrastare icurdi che stanno guadagnando terreno nel nord della Siria. Emerge intanto l’esistenza di colloqui segreti tra Damascoe Ankara, acerrimo nemico di Bashar al-Assad, per riallacciarele relazioni bilaterali. L’ex direttore di una unita’dell’intelligence dell’esercito turco, Ismail Hakki Pekin, harivelato di aver partecipato nelle vesti mediatore a cinqueincontri, due nel 2015 e tre quest’anno. La Turchia,dall’inizio della crisi siriana ha appoggiato i gruppi ribelliarmati che combattono il regime. Ma dopo la pace tra Erdogan ePutin e con i numerosi interessi in gioco gli scenari sono inrapido mutamento. (AGI) 

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