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Siria, missili russi contro terroristi da navi nel Mediterraneo

Mosca – Dalle navi della flotta russa del Mar Nero, posizionate nel Mediterraneo orientale, sono stati fatti “tre lanci di missili da crociera ‘Kalibr’ contro obiettivi del gruppo terroristico di Jabhat al-Nusra in Siria”. Lo ha reso noto il Ministero della Difesa di Mosca citato dalla Ria Novosti. I raid hanno distrutto un punto di comando e una base dei terroristi nei pressi del villaggio di Dar Taaz, e anche un impianto per la produzione di munizioni per mortai e un “grande deposito” di armi nella provincia di Aleppo. Il Ministero ha fatto notare che il lancio dei missili e’ avvenuto su un’aerea disabitata per garantire la sicurezza della popolazione civile.

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Un gruppo di 18 siriani, tra cui tredici bambini malati, sono stati evacuati dalla citta’ sotto assedio di Madaya. Lo ha confermato un medico, precisando che tra questi, ci sono casi di meningite e malnutrizione, avvelenamento del sangue e una donna incinta con il feto morto in grembo. La notizia e’ stata confermata dalla Mezzaluna Rossa arabo-siriana che in un tweet ha citato l’evacuazione di “36 casi umanitari” da Madaya, sotto assedio delle forze governative, e Kafraya e Fuaa, strette nella morsa dei ribelli. Gli evacuati da Madaya sono stati portati “verso Damasco dove i pazienti riceveranno cure”, ha riferito il medico Mohammad Darwish, precisando che l’operazione e’ stata completata “in coordinamento con l’Onu”. “Speriamo che in futuro non ci siano complicazioni con le evacuazioni”, ha aggiunto. Giorni fa, attivisti da Madaya avevano girato e condiviso un video in cui mostravano Yaman Ezzedin, 10 anni affetto da meningite, chiedendo aiuto per i bambini della citta’ assediata. Gia’ la scorsa settimana, l’inviato speciale dell’Onu Staffan de Mistura aveva annunciato che erano pronti a evacuare almeno 16 casi urgenti dalle tre citta’ assediate.

Intanto, esperti militari russi e americani sono pronti a incontrarsi a breve per discutere delle possibilita’ di collaborazione nella guerra in Siria. “La data dell’incontro non e’ stata definita”, ha affermato una fonte diplomatica a Ginevra, ma nei giorni scorsi Mosca aveva sottolineato che nell’area di Aleppo le forze russe stanno per interagire con le unita’ della coalizione a guida americana. Washington, che ha sostenuto finora i ribelli contro Bashar Assad, non aveva confermato ne’ smentito la notizia.

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“E’ molto triste e frustrante essere testimoni della tragica perdita di vite umane in mare, in particolare quella di un bambino cosi’ piccolo. E’ tempo che la comunita’ internazionale faccia i conti con questa realta’ e trovi subito vie sicure e legali per coloro che sono piu’ vulnerabili affinche’ possano avvalersi dei diritti e delle tutele cui hanno diritto”, ha detto la cofondatrice del Moas Regina Catrambone. Dall’inizio del conflitto armato in Siria nel 2011, e’ stimato che 50mila bambini abbiano perso la vita. Secondo l’Unchr, tra gennaio e giugno 2016, i bambini hanno rappresentato il 27% di tutti gli arrivi di migranti in Europa.”Come operatori umanitari – dice il presidente nazionale di Croce Rossa Italiana e vicepresidente della Federazione Internazionale di Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, Francesco Rocca – stiamo continuando il nostro lavoro salvando le vite in mare, ma questo non e’ sufficiente. Dobbiamo mettere pressione sui nostri Governi perche’ agiscano rapidamente. Non c’e’ piu’ tempo da perdere. Le persone stanno continuando a morire durante le traversate nel Mediterraneo e questo significa che le condoglianze ufficiali e le lacrime dei governi dopo ogni tragedia sono solamente ipocrite, false e inutili. La Comunita’ internazionale non ha aggredito le cause che portano ai flussi migratori, come le guerre e la fame. C’e’ un bisogno immediato di accesso umanitario in ogni parte del viaggio e di vie sicure e legali di arrivo per evitare altre tragedie”. La pronta azione del team a bordo dell’altra imbarcazione Moas Responder ha evitato un’altra tragedia, recuperando da un gommone sgonfio e semiaffondato 146 persone, 40 delle quali erano gia’ finite in acqua. In totale la missione congiunta di Migrant Offshore Aid Station (Moas) e della Croce Rossa Italiana (Cri) – ha tratto in salvo e assistito solo ieri oltre 400 persone che viaggiavano su diverse imbarcazioni.I 21 sopravvissuti e i cinque deceduti sono stati trasferiti sulla nave Moas Responder che sta navigando verso Trapani dove arrivera’ domani mattina alle 10, con un totale di 304 persone a bordo. La Phoenix invece arrivera’ a Catania domani alle 11 per sbarcare 234 persone.

Il ministero della Difesa di Mosca ha respinto le accuse di raid russi, il 17 agosto, su al Katerji, quartiere di Aleppo. Lo riporta la Tass, citando il portavoce del dicastero Igor Konashenkov, il quale fa riferimento alle immagini, diventate virali, del piccolo Omran: il bimbo siriano ferito, seduto in ambulanza, dopo essere stato estratto – secondo alcuna stampa – dalle macerie di un edificio proprio ad al Katerji, presumibilmente bombardato dall’aviazione russa. “La situazione critica, in cui si trovano oggi, non per loro volonta’, tutti i bambini trattenuti dai terroristi e’ senza dubbio una tragedia. – ha detto Konashenkov – Tuttavia, l’uso cinico di questa tragedia da parte di alcuni media occidentali, con materiale stereotipato di propaganda anti-russa, non e’ altro che un crimine morale”. “Abbiamo piu’ volte sottolineato che i mezzi dell’Aviazione russa nella Repubblica araba di Siria non colpiscono mai obiettivi nelle localita’ popolate. – ha poi aggiunto il rappresentante di Mosca – Questo riguarda anche il quartiere di al Katerji, menzionato dai mass media occidentali, e che e’ adiacente a due corridoi per il passaggio sicuro dei cittadini locali, aperti di recente nell’ambito delle operazioni umanitarie russe”. (AGI) 

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