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Siria: Mosca si difende, nessun raid su civili ad Aleppo

Roma – La Russia respinge le accuse di avere bombardato civili nel quartiere al Katerji della citta’ siriana di Aleppo il 17 agosto. Il portavoce del ministero della Difesa Igor Konashenkov ha contestato le immagini, diventate virali, del piccolo Omran: il bimbo siriano ferito seduto in ambulanza dopo essere stato estratto – secondo alcuna stampa – dalle macerie di un edificio ad al Katerji, presumibilmente bombardato dall’aviazione russa.

“La situazione critica in cui si trovano oggi, non per loro volonta’, tutti i bambini trattenuti dai terroristi è senza dubbio una tragedia. – ha detto Konashenkov – tuttavia, l’uso cinico di questa tragedia da parte di alcuni media occidentali, con materiale stereotipato di propaganda anti-russa, non e’ altro che un crimine morale”. “Abbiamo piu’ volte sottolineato che i mezzi dell’Aviazione russa nella Repubblica araba di Siria non colpiscono mai obiettivi nelle localita’ popolate – ha aggiunto – questo riguarda anche il quartiere di al Katerji, menzionato dai mass media occidentali, e che e’ adiacente a due corridoi per il passaggio sicuro dei cittadini locali, aperti di recente nell’ambito delle operazioni umanitarie russe”. Konashenkov mette anche in dubbio che l’edificio in cui Omran si trovava sia stato colpito in un raid aereo, poiché nelle fotografie appaiono finestre intatte. Piuttosto che una incursione aerea, ha detto, si e’ trattato di bombole di gas “utilizzate in consistenti quantita’ dai terroristi”, termine con cui sia il governo russo che Damasco definiscono i ribelli che da cinque anni combattono contro le forze armate lealiste.

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Oggi, dalle navi della flotta russa del Mar Nero, posizionate nel Mediterraneo orientale, sono stati fatti “tre lanci di missili da crociera ‘Kalibr’ contro obiettivi del gruppo terroristico di Jabhat al-Nusra in Siria”. I raid hanno distrutto un punto di comando e una base dei terroristi nei pressi del villaggio di Dar Taaz, e anche un impianto per la produzione di munizioni per mortai e un “grande deposito” di armi nella provincia di Aleppo. Il Ministero della Difesa ha fatto notare che il lancio dei missili e’ avvenuto su un’aerea disabitata per garantire la sicurezza della popolazione civile. Intanto, un gruppo di 18 siriani tra cui tredici bambini malati e’ stato evacuato dalla citta’ sotto assedio di Madaya. Lo ha confermato un medico, precisando che tra questi ci sono casi di meningite e malnutrizione, avvelenamento del sangue e una donna incinta con il feto morto in grembo. La notizia e’ stata confermata dalla Mezzaluna Rossa arabo-siriana che in un tweet ha citato l’evacuazione di “36 casi umanitari” da Madaya, sotto assedio delle forze governative, e Kafraya e Fuaa, strette nella morsa dei ribelli. Gli evacuati da Madaya sono stati portati “verso Damasco dove i pazienti riceveranno cure”, ha riferito il medico Mohammad Darwish, precisando che l’operazione è stata completata “in coordinamento con l’Onu”. “Speriamo che in futuro non ci siano complicazioni con le evacuazioni”, ha aggiunto. Giorni fa, attivisti da Madaya avevano girato e condiviso un video in cui mostravano Yaman Ezzedin, 10 anni affetto da meningite, chiedendo aiuto per i bambini della citta’ assediata. Gia’ la scorsa settimana, l’inviato speciale dell’Onu Staffan de Mistura aveva annunciato che erano pronti a evacuare almeno 16 casi urgenti dalle tre citta’ assediate. Sempre oggi, riferisce il Pentagono, jet della coalizione a guida Usa sono intervenuti per proteggere le forze curde, bombardate ieri dagli aerei di Bashar al-Assad ad Hasakah, nel nord della Siria: “E’ una misura per proteggere le forze della coalizione” ha spiegato un portavoce. “Gli aerei Usa difenderanno le truppe sul terreno, se minacciate” ha aggiunto. (AGI) 

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