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Siria: Obama e Putin divisi su Assad

(AGI) – Roma, 28 set. – Il mondo cerca di spezzare in 72 ore la “paralisi” di quattro anni che ha precipitato la Siria nell’inferno. E’ una corsa contro il tempo, che e’ tutto a favore del terrorismo internazionale, quella che attraversa i corridoi del Palazzo di Vetro, in attesa di un cruciale bilaterale tra Barack Obama e Vladimir Putin, nel quale i due presidenti cercheranno di dipanare una matassa il cui bandolo ha il nome di Bashar Assad. 

A indicare la necessita’ di un risultato di un negoziato politico complesso e’ stato, aprendo i lavori dell’Assemblea, Ban Ki-moon. “La paralisi diplomatica” del Consiglio di Sicurezza dell’Onu che va avanti da 4 anni, ha fatto si’ che la crisi in Siria diventasse “fuori controllo”, ha detto puntando il dito contro “cinque Paesi in particolare” che “tengono la chiave” di una possibile soluzione: Russia, Stati Uniti, Arabia Saudita, Iran e Turchia. E ciascuno di questi, tranne Riad, ha ribadito la propria posizione, dichiarando puntualmente a ogni intervento, di “voler collaborare” con gli altri. Il nodo, pero’, e’ il regime di Damasco, convitato di pietra. Bashar Assad e’ un “tiranno” alla guida di un regime che ha “ucciso donne e bambini”, ha detto Barack Obama, chiarendo che “non si puo’ tornare a status quo” e che e’ proprio il “realismo” a “richiedere una transizione che ci porti da Assad a un nuovo leader” in grado di “pacificare” il paese. Con Obama si schierano il primo ministro turco, Ahmet Davutoglu, e il presidente francese, Francois Hollande: “Assad e’ l’origine del problema, e non puo’ esser parte della soluzione”. Per il capo del Cremlino, invece, e’ un “enorme errore” non collaborare con il governo di Damasco per risolvere la crisi siriana. Secondo Putin, occorre creare una “coalizione davvero internazionale contro il terrorismo” simile a quella creata contro l’avanzata di Hitler. In Siria “solo le forze di Assad e i curdi stanno combattendo valorosamente il terrorismo”. La Russia ha proposto che il Consiglio di Sicurezza Onu adotti una risoluzione per coordinare le forze che combattono l’Isis e altri gruppi terroristici. Isolato dall’Occidente per la crisi in Ucraina, il capo del Cremlino aveva gia’ spiazzato Washington con l’invio di aerei e truppe sul territorio siriano ed era gia’ riuscito a convincere molti leader mondiali che Assad, almeno temporaneamente, deve rimanere al potere.

Per ora si consolida l’asse russo-sciita, formato dall’Iran e dagli alauiti di Assad: il presidente iraniano, Hassan Rohani, ha ricordato anche nelle ultime ore che ora “la priorita’ n.1” e’ combattere il terrorismo, a partire dalle formazioni jihadiste sunnite di Isis e dei qaedisti di al Nusra; solo dopo, ha chiarito, si potra’ parlare di riforme politiche ed il popolo potra’ pensare ad un nuovo governo. Mosca ha annunciato che a ottobre Russia e Usa lavoreranno insieme in un gruppo di contatto sulla Siria, dove anche Iran e Arabia Saudita siederanno a uno stesso tavolo, insieme a Egitto e Turchia.

I colloqui avverranno in parallelo ai 4 gruppi di lavoro a cui sta lavorando, il mediatore dell’Onu per la Siria, Staffan de Mistura. Mosca non ha fatto sapere ne’ dove si terra’ la riunione, ne’ quando ma il viceministro degli Esteri, Mikhail Bogdanov, si e’ augurato che avvenga “il primo possibile”. (AGI)

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