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Siria: regime, ribelli e Isis, città sotto assedio

Roma – Il numero di città e villaggi sotto assedio in Siria è aumentato negli ultimi sei mesi fino a indicare che quasi un milione di persone, affermano le Nazioni Unite, sono “isolate, affamate, bombardate”. Nuove aree sono circondate da eserciti regolari, ribelli, e Isis che si contendono centimetro per centimetro il territorio del paese mediorientale: negli ultimi mesi è toccato a diversi villaggi nella regione orientale di Goutha, nell’area di Damasco, e ad alcuni quartieri della capitale siriana, come Jobar a est e Hajar al-Aswad e Khan al-Shih a sud.

Città, villaggi e quartieri assediati dal regime

Aleppo Est: Oltre 275.000 persone sono intrappolate nella zona controllata all’interno dai ribelli. Su quest’area si concentra da settembre scorso una operazione militare dei soldati di Bashar Assad coordinata da Mosca: bombardamenti aerei, barili bomba e fuoco di artiglieria hanno seminato terrore e morte. “Non ci sono più ospedali operativi nella parte orientale di Aleppo, dove più di 100.000 bambini sono rimasti intrappolati sotto uno stato d’assedio e forti bombardamenti e inoltre l’accesso a cibo e medicine è in diminuzione. Hanno bisogno di questi ospedali per restare in vita. I bambini non dovrebbero morire negli ospedali a causa dei bombardamenti, né dovrebbero morire a scuola” ha dichiarato Geert Cappelaere, direttore Unicef per Medio Oriente e Nord Africa. Nel paese l’anno scolastico è in corso. “Vado a scuola ogni giorno, tranne quando sento gli aerei volare”, ha raccontato Judy, 9 anni. 

  • Madaya: a 50 km da Damasco, confine con il Libano, la città dove i bambini e gli adolescenti preferiscono uccidersi che vivere una vita di stenti e di orrori. Oltre 40.000 persone vivono sotto assedio da almeno due anni. Madaya è diventata il simbolo dell’agonia di un paese una volta orgoglioso di se stesso, dove oggi: “I bambini sono provati”, dice Rula, insegnante. “Quando cerchiamo di farli cantare, non reagiscono, non sorridono. Nei loro stessi disegni i bambini descrivono altri bambini vengono ammazzati dalla guerra. Oppure raccontano l’assedio e la mancanza di cibo”.
  • Mpadamiyeh Al-Sham: a sudest di Damasco, oltre 40.000 sotto assedio da gennaio scorso. Ha cominciato a respirare dal 19 ottobre scorso, quando un accordo tra i ribelli e il governo ha consentito una parziale evacuazione. Altre aree controllate dai ribelli e assediate dal governo nella provincia di Damasco sono Zabadani e, nell’area di Goutha, Douma, Erbin, Harasta, Kafr Batna, e Nashabiyah.

Città villaggi e quartieri assediati dai ribelli

  • Foua e Kafraya: sciite, nella provincia di Idlib, nel nordovest della Siria, sono fedeli al regime e circondate dai ribelli. Complessivamente nelle due città vivono 20.000 persone. La sopravvivenza degli abitanti è stata oggetto di un negoziato con il governo in cui la posta in gioco sono gli aiuti umanitari e l’evacuazione della popolazione. I ribelli vogliono che gli aiuti siano destinati a Zabadai e Madaya e non a Foua e Kafraya. Ad aprile scorso 250 residenti di Madaya e Zabadani furono evacuati mentre nelle stesse ore un pari numero di residenti lasciava Foua e Kafraya: intanto venivano distribuiti gli aiuti umanitari. Il contagocce umanitario, agitato dalla ferocia delle fazioni in campo, ricomincio a operare all stesso modo il 19 agosto con l’evacuazione di 18 civili per parte e il 25 settembre scorso con il trasferimento alle 4 città di altri aiuti. Altre città assediate dai ribelli sono Nubol e Zahraa nella provincia di Aleppo.

Città, villaggi e quartieri assediati dall’Isis

  • Deir Ezzor: nell’est del Paese, lo Stato islamico tiene in scacco 200.000 persone dal gennaio di un anno fa. L’Isis controlla oltre il 60% della città, che dà il nome alla provincia di cui è capitale. Gli aiuti del Programma alimentare mondiale arrivano dall’aria, paracadutati dagli aerei. 

Isolati, affamati, bombardati. Sono ormai quasi un milione i siriani assediati nel paese mediorientale devastato da un conflitto civile che dura dal marzo del 2011. E’ l’Onu ad aggiornare la cifra: solo sei mesi fa, a maggio – ha affermato Stephen O’ Brien, capo dell’ufficio Aiuti del Palazzo di Vetro – i siriani ai quali e’ negata “assistenza umanitaria e medica” erano 486.700, oggi sono raddoppiati 974.080 Gli assedi alle città e ai villaggi, ha sottolineato, ubbidiscono a una “tattica deliberata e crudele” messa in atto dall’esercito di Damasco, sostenuto dalla Russia, che vuole “costringere gli abitanti a fuggire dalle abitazioni o a consegnarsi agli assedianti” ma in realtà – ha aggiunto l’ambasciatore francese all’Onu, Francois Delattre – l’esito vede un rafforzamento dello Stato islamico, pronto ad accogliere coloro che sono entrati nel mirino dei soldati di Bashar Assad.

Per approfondire

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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