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Siria, Renzi frena Ue su minaccia sanzioni alla Russia

di Francesca Venturi

Bruxelles, 20 ott. – I leader dell’Unione europea hanno deciso di non minacciare espressamente nuove sanzioni alla Russia per i bombardamenti ad Aleppo, anche se hanno avvisato Mosca che l’opzione rimane sul tavolo se continueranno i massacri. Il riferimento, che era nella bozza del testo finale, è sparito in extremis grazie alla ferma opposizione dell’Italia che, secondo fonti europee, ha lavorato in questo senso insieme alla responsabile per la politica estera dell’Ue, Federica Moegherini. “Credo che non avesse senso inserire anche qui un riferimento alle sanzioni“, ha detto al termine della cena a porte chiuse il premier, Matteo Renzi. “Bisogna fare tutte le pressioni possibili perchè si faccia un accordo in Siria, ma è difficile che questo abbia a che vedere con ulteriori sanzioni alla Russia”.  Renzi ha chiesto che si tornasse al testo emerso dalla riunione dei ministri degli Esteri di lunedì scorso in cui si specificava che le misure restrittive sarebbero state applicate ai “siriani” e con lui si sarebbero schierati i leader di Spagna, Grecia, Austria e Cipro.

VIA IL RIFERIMENTO A SOGGETTI CHE SOSTENGONO IL REGIME
L’Unione europea, si legge nel testo finale approvato dai 28 capi di Stato e di governo Ue, “condanna con forza gli attacchi da parte del regime siriano e dei suoi alleati, in particolare la Russia, su civili ad Aleppo; li richiama a mettere fine alle atrocità e a fare passi urgenti per assicurare l’accesso umanitario senza ostacoli ad Aleppo e alle altre aree del Paese. Il Consiglio chiede inoltre la cessazione immediata delle ostilità e il ripristino di un processo politico credibile sotto gli auspici dell’Onu. I responsabili delle violazioni della legge umanitaria internazionale e dei diritti umani devono essere portati a giudizio. E l’Ue -conclude il testo- sta considerando tutte le opzioni disponibili, se le attuali atrocità continueranno“.

Al Nusra minaccia chi vuole fuggire da Aleppo 

Francia, Germania e Gran Bretagna in primis ma anche altri Paesi avrebbero voluto un esplicito riferimento a “ulteriori misure restrittive contro individui ed entità che sostengono il regime”, che infatti era contenuto nel testo provvisorio, e lo stesso presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk, non aveva escluso tale opzione prima dell’inizio della riunione. L’Italia è sempre stata fredda sulle sanzioni, perchè le ritiene inadeguate a tenere aperto il processo politico che deve portare alla soluzione della crisi siriana. Alla fine il nuovo testo di compromesso è stato accettato anche dai leader più duri con Mosca: il presidente francesce, François Hollande, e la cancelliera tedesca, Angela Merkel, reduci da una cena tesa mercoledì sera a Berlino con il presidente russo, Vladimir Putin, e la premier britannica, Theresa May.

Le tensioni con la Russia sono dimostrate anche dalla forte preoccupazione espressa dal segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg per la squadra navale con una portaerei di Mosca diretta al largo della Siria che “potrebbe sostenere le operazioni militari” contro i ribelli. Il transito al largo delle coste dei Paesi Nato, nell’Atlantico e nel Mediterraneo, ha avvertito, sarà monitorato “in modo responsabile e misurato”. (AGI)
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