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Siria, sospesa task force Onu "aiuti impossibili"

Roma – L’inviato speciale dell’Onu per la Siria, Staffan de Mistura, ha sospeso l’attività della task force umanitaria come forma di protesta per la mancanza di una tregua nel paese. Lo ha annunciato lo stesso de Mistura, sottolineando che nessun convoglio umanitario e’ riuscito a entrare in Siria nell’ultimo mese a causa dei combattimenti.

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L’inviato dell’Onu, per manifestare la propria frustrazione di fronte alla mancata tregua, ha deciso di sospendere, otto minuti dopo il suo inizio, la riunione settimanale del gruppo di lavoro che si occupa dell’accesso umanitario in Siria, di cui fanno parte una ventina di paesi. “Ho sospeso la riunione per manifestare il nostro profondo scontento per il fatto che a causa della mancanza di una tregua, gli aiuti umanitari in Siria non stanno arrivando”, ha detto.

Proprio ieri il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon è tornato a lanciare l’ennesimo appello a Russia e Stati Uniti affinché raggiungano un accordo per un effettivo cessate il fuoco ad Aleppo dove, in caso contrario”, si rischia una “catastrofe umanitaria” senza precedenti. La seconda citta’ siriana è al centro di scontri feroci sin dal 2012 a ora la situazione si è ulteriormente aggravata perche’ all’interno sonor imaste intrappolate centinaia di migliaia di civili senza ne’ acqua ne’ cibo. Sulla stessa linea Andrea Iacomini, portavoce dell’Unicef Italia, secondo il quale “l’appello di Ban Ki-moon per il cessate il fuoco ad Aleppo giunge dopo settimane di tregue non rispettate, annunci ma soprattutto tanti, troppi bambini uccisi dai raid”. I 130mila bambini che vivono in questa citta’ sono l’emblema di quella che il segretario generale Onu ha definito una possibile catastrofe umanitaria ma lo e’ gia’ nei fatti e non solo da oggi”.

“La parola deve passare a noi cittadini d’Europa e del mondo. Abbiamo assistito indifferenti all’ennesima citta’ distrutta dai nostri egoismi ora occorre fare di piu’. Mobilitarsi in tutte le piazze del mondo e chiedere seriamente e a gran forza ai governi di dire basta alle bombe che da 5 anni devastano la Siria. Basta ad una guerra senza precedenti che uccide migliaia di bambini innocenti e indifesi e causa dei grandi movimenti umani di questi anni” prosegue “Aleppo e’ divenuta come Sarajevo citta’ simbolo della atrocita’ umana. Invece di domandarci come e’ potuto accadere e’ tempo di agire, muoiono oramai troppi bambini ogni giorno a casa dei raid ma anche dell’assenza di cibo, elettricita’, acqua. Dove viviamo? Cosa stiamo facendo per fermare questa guerra in Siria che ha ucciso tanti innocenti? E’ ora di un esame di coscienza globale, Aleppo brucia e noi siamo inermi”. (AGI) 

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