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Siria, vertice Ue apre a sanzioni alla Russia

di Davide Sarsini Novak
Bruxelles – L’Ue si tiene aperta la poerta delle sanzioni alla Russia se proseguiranno i massacri ad Aleppo e in Siria. Mentre si apriva il Conisglio europeo a Bruxelles, nel pomeriggio, è circolata l’ultima bozza di conclusioni con cui si spiega come l’Unione, vista la situazione in Siria, “consideri tutte le opzioni, incluse ulteriori misure ristrettive contro soggetti ed entità che sostengono il regime” di Assad. La conferma è arrivata da Donald Tusk, presidente del Consiglio Europeo, che al suo arrivo al Palazzo Justus Lipsius ha ammesso che, “se le atrocità dovessero continuare, l’Ue deve tenere tutte le opzioni aperte, incluse le sanzioni”. Anche per il presidente francese, François Hollande, “tutte le possibilità sono aperte”. 
 
 
La nuova bozza è un passo in più rispetto a quanto prodotto lunedì dai ministri degli Esteri dei Ventotto, che nel loro documento parlavano di “soggetti ed entità siriane”: quest’ultimo riferimento è stato depennato aprendo la strada a sanzioni ad entità non siriane, compresa  Mosca. Finora l’Italia e altri Paesi avevano frenato Francia e Germania sulla possibilità di sanzioni alla Russia.
 
A margine del summit, si preannuncia un dibattito infuocato anche sulla Brexit:: “Se la premier May vuole una Brexit dura, avrà anche negoziati duri per uscire dall’Unione”, ha avvertito il presidente francese, Francois Hollande. La Brexit non è tema ufficiale del Consiglio ma al premier britannico, Theresa May, è stata offerta la possibilità di parlare dello “stato attuale del Paese” a margine del vertice. Il messaggio dovrebbe essere quello di guardare insieme al futuro e alle relazioni post-Brexit tra Ue e Gran Bretagna per avere “un Regno Unito forte come partner di un’Europa forte”.
Altro tema che sarà trattato a margine è la manovra italiana: il premier italiano, Matteo Renzi, e il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, si scambieranno qualche opinione in merito alla legge di Bilancio italiana, su cui Bruxelles avrebbe perplessità per le nuove richieste di derogare agli impegni presi. 
 
Il summit si è aperto con una discussione sulla questione immigrazione: nelle conclusioni è stato inserito un ampio paragrafo sull’Africa e in particolare sui “compact” con cinque Paesi di origine e di transito (Mali, Senegal, Niger, Etiopia e Nigeria). Difficile, però, che l’Italia ottenga gli auspicati progressi sul fronte della “relocation”, la distribuzione dei richiedenti asilo, a oggi in fase di stallo per via del rifiuto di alcuni Paesi di accettare i rifugiati. Il tema dei rapporti con la Russia verrà affrontato nella cena. (AGI) 
 
 
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