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Sisma, arriva il il taxi di 'zia Caterina' solo per i bambini

di Enzo Castellano

Camerino (Macerata) – ‘Milano 25 in tre minuti…’. Quante volte sentiamo sigle di questo genere dopo aver chiesto un taxi, e non facciamo caso più di tanto, l’importante è che arrivi puntuale all’indirizzo indicato. Di solito il taxi Milano 25 lavora a Firenze, ma in questi giorni è a Camerino, al campo di accoglienza per oltre 400 sfollati attivato dalla Protezione civile e dalla Croce rossa nell’area dei palazzetti dello sport del Cus, il Centro universitario sportivo. E’ un taxi speciale quello di cui è titolare e conducente ‘zia Caterina‘, la vispa Caterina Bellandi: è tutto colorato, sulle fiancate, sul retro, sul tettuccio, sul cofano. Tanti disegni per bambini, tante nuvolette, tante farfalle. Il motivo? “Lo faccio per rendere allegra la giornata di bambini che soffrono, bambini malati che però sono anche fortissimi nello spirito”.

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L’iniziativa non nasce infatti in questi giorni del terremoto, ma a Firenze, dove ‘zia Caterina‘ s’impegna da volontaria per i bambini malati di tumore ricoverati al Mayer, con tappe pure a Roma per i bambini malati oncologici del Bambino Gesù. Non nasce a caso questa storia, e lei la racconta al cronista. Tutto parte da una tragedia vissuta da Caterina sulla propria pelle: Stefano, il suo compagno, è morto all’età di 39 anni, ucciso da un tumore. Stefano era un ex tassista di Firenze. Da allora lei ha preso a cuore le vicende dei bambini malati, e ha trasformato il suo taxi numero 276 sigla Milano 25 in qualcosa che metta allegria. “E’ l’unico taxi autorizzato a girare in questo modo, con questi disegni e via dicendo – ci dice una Caterina che è davvero inesauribile in quanto ad energia propositiva – e le mie sono piccole cose ma fatte con amore, perchè l’amore fa la differenza”.

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Intorno a lei è un vociare continuo di bimbe e bimbi che giocano con i palloncini colorati e attendono di prendere posto sul taxi, rispettando sempre il numero di passeggeri ammessi a bordo, perchè carabinieri e poliziotti sorridono e fanno sì foto ma vigilano sulla sicurezza. La cosa importante di questi giorni – sottolinea Caterina – è che i benzinai della zona non fanno pagare il rifornimento di carburante, “sono dalla parte nostra, sono con i bambini”. Bimbi contenti di farsi un giro nelle campagne di Camerino, che viste così non sembrano proprio essere il contorno del teatro della devastazione portata dal sisma nel centro storico dell’importante comune a forte valenza turistica e altrettanta presenza di studenti universitari. “Sono piccole cose, lo so, ma penso siano importanti, i bambini hanno bisogno di questo, non hanno bisogno di vedere la disperazione dei grandi per capire l’entità di una tragedia, di una perdita”.

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In questa avventura nelle Marche terremotate ha trovato l’incoraggiamento di tutti, e in particolare un’ottima spalla in Roberto, fondatore dell’associazione ‘La valigia delle meraviglie‘, anche questa a favore dei più piccoli, e anche lui è uno che non ci pensa due volte a mettersi a disposizione e subito l’ha fatto anche in questa circostanza. Ma se vuoi far divertire i bambini devi in qualche modo esserlo anche tu: magari nell’abbigliamento, nei colori, nel modo di proporti, magari come un clown. E Caterina non perde tempo in questo: lei è un insieme di colori, dagli stivali al fuseaux al mantello, al cappello, agli occhialoni con i fiorellini, è vestita come una maga. Roberto è un po’ più contenuto, ma la maglietta, il cappellino e la punta del naso colorata di rosso danno comunque di allegria.

In una circostanza è capitato che a Firenze a bordo di quel taxi salisse Jovanotti, e lui – altro buontempone – non appena ha saputo il perché di quello speciale allestimento voluto da ‘zia Caterina‘ l’ha definito “il taxi dei supereroi“. A lei è piaciuta questa definizione e l’ha fatta scrivere in maniera indelebile in un punto del cofano, tra le ali colorate della farfalla di Peter Pan. Il clacson-trombetta annuncia una nuova corsa, i bambini si affollano intorno e con ordine salgono, poi toccherà agli altri, nessuno protesta e nessuno spinge. Tutti contenti. “Attraverso il proprio dolore si divide il dolore degli altri. A te il giro non lo faccio fare”, ci saluta sorridendo ‘zia Caterina‘. Qualche mamma piange in disparte, il pudore ferma il cronista: non si sa se siano lacrime per disperazione o per la felicità che ci sia qualcuno che si occupi di far sorridere i propri figli. Di sicuro, per quei bambini il taxi ‘Milano 25‘ è una festa. Anche se la terra continua a tremare e borbottare sotto i piedi di grandi e piccoli. (AGI)

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