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Sonboly ha colpito a caso, progettava strage da un anno

Monaco – Il 18enne tedesco-iraniano che ha ucciso 9 persone venerdi’ scorso in un centro commerciale di Monaco, stava progettando il massacro da un anno. Lo ha riferito il capo della polizia bavarese Robert Heimberger in una conferenza stampa. Ali David Sonboly, inoltre, non ha scelto “specificamente” le sue vittime e nessuna delle persone alle quali ha sparato era nella sua stessa classe, un liceo tecnico, ha spiegato il procuratore capo di Monaco, Thomas Steinkraus-Koch. Secondo gli inquirenti è “solo un caso” il fatto che la maggior parte delle vittime fossero di origine straniera. Il motivo è solo che il McDonald’s in cui è iniziata la strage è frequentato da ragazzi immigrati. Il procuratore ha assicurato che “nessuna informazione verrà negata alla stampa sul caso”.

Le vittime, ha specificato ancora Steinkraus-Koch erano prevalentemente di origine straniera e non tedesca. Solo due erano tedesche. Altre due erano turchi con passaporto tedesco, un ungherese, un turco, un greco, un kosovaro ed uno era un apolide. Trentacinque sono i feriti della strage. Una decina versano in gravi condizioni.

 
Dietro la strage di Monaco “non c’è nessuna motivazione politica o spinta dall’estero”, anche se è stato confermato che nel pc di Ali Somboly è stato trovata una copia del manifesto diffuso da Anders Breivik prima della strage di Utoya e Oslo, di cui venerdì cadeva il quinto anniversario. Il 18enne di origine iraniana ha scritto lui stesso una sorta di testamento-manifesto e ha usato la stessa pistola di Breivik, una Glock 17 calibro 9, che si sarebbe procurato sul web senza fornire informazioni sulla propria identità. L’arma, “ricondizionata” nel 2014, gli era arrivava dalla Slovacchia. Sulla scena della strage sono stati rinvenuti 58 bossoli esplosi, tutti tranne uno provengono dall’arma di Sonboly. Il giovane si recò a Winnenden, vicino a Stoccarda, dove nel 2009 uno studente 17enne aveva ucciso 15 persone in una scuola, e scattò anche delle fotografie. 
 
 
Viene anche confermato che il giovane era in cura per malattie psichiatriche dopo che nel 2012 era stato oggetto di bullismo da parte dei suoi compagni di classe. Nel 2015 era stato ricoverato in una struttura sanitaria per difficoltà relazionali e soffriva di crisi di ansia e disordini psichiatrici.
La polizia di Monaco ha invitato i media a non intervistare amici e compagni di classe dell’assassino e delle vittime. 
 
Intanto si è appreso che il padre di Ali, prima che l’autore della strage fosse stato identificato, si era diretto in un commissariato di polizia per informare gli inquirenti dei suoi sospetti dopo averlo riconosciuto nel video in cui il giovane che esce dal Mc Donald’s. I genitori del giovane sono talmente sconvolti che la polizia ancora non e’ riuscita a interrogarli. (AGI) 
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