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Sono gli olandesi e le lettoni i più alti del mondo

Roma – Sono gli uomini olandesi e le donne lettoni i più alti del mondo. E’ quanto emerge da uno studio condotto in 187 Paesi e pubblicato su eLife che indica come ad Amsterdam e dintorni l’altezza media maschile sia di 1 metro e 83 e nel Paese baltico quella femminile arriva a un metro e 70. Lo studio analizza come è cambiata l’altezza media nei vari Paesi dal 1914 al 2014. Gli uomini italiani, con la media di 1,79,  sono passati dalla 57ma posizione alla 29ma, mentre le donne, con 1,65, passano dalla 55ma alla 32ma posizione. Dall’Europa del nord ci si deve spostare nel Sud-est asiatico per trovare gli uomini più bassi del mondo. A Timor-est l’altezza media maschile è di 1 metro e 60, mentre le donne più piccole del mondo sono in Guatemala, non raggiungono ancora i 150 centimetri. Negli ultimi 100 anni a crescere di più sono stati gli uomini iraniani, 16 centimetri, e le donne della Corea del Sud, 20 centimentri. In Gran Bretagna non c’è differenza di crescita tra maschi e femmine, in un secolo sono cresciuti entrambi di 5 centimetri. Gli uomini in media sono alti 1 metro e 78 e le donne 1,64. 

Lo studio evidenzia anche come negli Stati Uniti la crescita media si è bloccata tra il 1960 e il 1970. In un secolo l’umento dell’altezza media è stato di soli 6 centimetri. Se nel 1914 gli uomini nella classifica mondiale erano al terzo posto e le donne al quarto, oggi ricoprono rispettivamente la 37ma e la 42ma posizione. “Negli ultimi 100 anni nell’Asia del Sud (come l’India, il Pakistan e Bangladesh) non c’è stato un rilevanti trend di crescita dell’alezza media. Si tratta di un aumento minimo che va da 1 a 6 centimetri”. Ha spiegato James Bentham dell’Imperial college di Londra.In alcune parti dell’ Africa sub-sahariana le altezze medie sono addirittura diminuite dal 1970, come in Uganda e Sierra Leone. 

“Il fenomeno di crescita dell’altezza media potrebbe in parte dipendere dal sistema genetico – ha detto lo scienziato Majid Ezzati – ma è anche vero che i geni non cambiano in così poco tempo. Quindi si può ipotizzare che l’ambiente di sviluppo sia il fattore di influenza più rilevante. Negli ultimi 100 anni in gran parte del Pianeta sono migliorate le condizioni di assistenza sanitaria, i servizi igienici e la nutrizione, così come c’è un’attenzione particolare verso la salute e la nutrizione della mamma in gravidanza”. (AGI) 
 

 

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