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Sorrisi invisibili, scatti di un 17enne raccontano profughi 

Roma – Ogni anno sbarcano migliaia di profughi nel nostro Paese. Ma una volta arrivati: dove vanno?
“Sorrisi invisibili” è la mostra che quest’estate a Entracque (Cuneo) ha cercato di rappresentarli, spiando e raccontando i loro volti in cerca di speranza.

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Una mostra particolare: un reportage fotografico realizzato da Nicolas Salsotto, entracquese di origini colombiane di 17 anni, reportage che è un modo per dare visibilità a queste persone, un modo per far uscire allo scoperto il delicato rapporto tra l’opinione pubblica e le verità
che richiedono di mettersi in gioco, anche andando oltre i pregiudizi e le diffidenze reciproche.
Mali, Pakistan, Gambia, Nigeria, Camerun, sono le provenienze dei  circa cinquanta i ragazzi che oggi si trovano ad Entracque, paese di 800 abitanti in valle Gesso.
Sono ragazzi/uomini che vivono le loro giornate nell’attesa di una risposta alla loro richiesta di asilo.
Fuggono dalla guerra, dalle dittature, dalla povertà e dalle contraddizioni dei loro paesi di origine.
L’obiettivo del progetto non è quello di scavare nella sofferenza e nelle fatiche del viaggio che li ha portati fino a qui, ma è quello di rappresentarli, semplicemente, in quanto essere umani nella loro piena dignità. (AGI)

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