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Sottovetro

Massimo Gramellini –

A Cagliari un giudice di buon senso ha assolto la maestra elementare Giuseppina Pianu dall’accusa di maltrattamento per avere osato sgridare uno scolaro davanti ai compagni. Secondo i genitori del bambino, e purtroppo anche secondo il pubblico ministero che aveva chiesto sei mesi di reclusione, la sfuriata magistrale avrebbe procurato dei disturbi ansiogeni nel piccolo allievo.

Ma non sarà che stiamo costruendo una società di dissociati? Scaraventiamo i ragazzi in un mondo del lavoro giudicante e iper-competitivo, dominato dal principio di X Factor: uno su mille ce la fa. Ma fino a un attimo prima li facciamo crescere sotto una campana di vetro e qualunque manifestazione di autorità estranea alla famiglia – dall’insegnante che mette una nota sul registro all’arbitro che nega un rigore nel torneo parrocchiale – viene considerata un sopruso intollerabile per il buon nome della casata e uno sbrego alla loro personalità di carta velina.

Nel migliore dei mondi possibili la maestra avrebbe magari fatto meglio a non rimproverare pubblicamente il bambino, ma ci sta che l’insegnante possa impartire lezioni di condotta all’allievo senza sentirsi per questo trasformato in un aguzzino. E ci starebbe che gli adulti si schierassero ogni tanto anche con chi si occupa dell’educazione dei loro figli e non sempre e sistematicamente contro. Tra qualche anno i genitori di quel bambino accuseranno di maltrattamento anche la prima ragazza che lo lascerà e l’oscuro tizio delle Risorse Umane che gli negherà un lavoro?

http://www.lastampa.it/2016/11/18/cultura/opinioni/buongiorno/sottovetro-jcLvG4cqgb7wPsgmlWUVlK/pagina.html

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