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Spagna, segretario Psoe Pedro Sanchez si è dimesso

Madriid – Alla fine il segretario del Partito socialista spagnolo (Psoe) Pedro Sanchez e’ stato battuto sulla mozione di tenere un congresso straordinario e si e’ dimesso. Sanchez, 44 anni, fermo fino all’ultimo nel mantenere la posizione di non consentire un voto di astensione dei deputati socialisti per consentire al leader dei popolari Mariano Rajoy di formare un governo di minoranza, e’ stato cosi’ di fatto sfiduciato dai dirigenti del suo partito. La sua posizione oltranzista stava portando la Spagna verso alle terze elezioni in meno di un anno. Contro la sua posizione i vecchi leader del Psoe, gli ex premier Felipe Gonzalez e Jose Luis Rodriguez Zapatero avevano guidato la fronda contro Sanchez. Contro la mozione di Sanchez per un congresso straordinario hanno votato 132 membri del comitato federale mentre 107 hanno sostenuto il segretario dimissionario. Il Psoe esce spaccato dalla contesa. Sanchez aveva perso tutte le ultime elezioni: oltre quelle nazionali, anche le piu recenti regionali nei Paesi Baschi e in Galizia dove il Psoe aveva dimezzato i consensi.

La Spagna e’ dalle elezioni del 20 dicembre 2015 che si trova in una situazione di stallo totale (per la prima volta dopo la fine del franchismo nel 1975 ne’ i Popolari ne’ i Socialisti avevano ottenuto la maggioranza assoluta alle Cortes) tale che il Paese era stato costretto a tornare alle urne il 26 giugno. Ma anche in questa occasione nessun partito aveva ottenuto i 176 voti su 350 necessari per formare un esecutivo. L’unica soluzione possibile e alternativa a terze elezioni a Natale e’ la nascita di un governo di minoranza che puo’ contare sui 137 deputati del Pp di Rajoy, sui 32 della formazione centrista Ciudadanos di Alberto Rivera, piu’ un voto dell’unica eletta della Coalicion Canaria: in totale 170, 6 in meno della maggioranza. Per riuscire nell’impresa l’unica soluzione era contare sull’astensione dei socialisti, che hanno 85 seggi, 5 in meno del voto di dicembre 2015 ma ben 25 in meno rispetto al voto del 2011 quando segretario era Alfredo Perez Rubacalba, sostituito il 26 luglio 2014 da Sanchez. L’alternativa ‘rossa’ di un governo del Psoe (85 deputati) insieme a Podemos (71 seggi) era e al momento resta numericamente impossibile. Se il nuovo corso socialista – e’ prevista una direzione provvisoria – non acconsentira’ ad astenersi – sperando anche in un improbabile beau geste di Rajoy che renderebbe tutto piu’ facile – la strada di terze elezioni in un anno e’ l’unica possibile. (AGI)

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