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Spese pazze al Pirellone, 56 a giudizio tra cui Bossi Jr. e Nicole Minetti

(AGI) – Milano, 28 apr. – Si e’ conclusa con 56 rinvii a giudizio, tre prosciolti, tre condannati, un assolto e una posizione stralciata l’udienza preliminare per 64, tra ex e attuali, consiglieri regionali lombardi nell’inchiesta sulle presunte ‘spese pazze’ coi rimborsi dei gruppi politici al Pirellone. Per coloro che sono rinviati a giudizio dal gup Fabrizio D’Arcangelo, il processo comincera’ il primo luglio davanti ai giudici della X sezione penale. Le accuse a vario titolo sono truffa e peculato. Tra gli imputati figurano anche Renzo Bossi e Nicole Minetti. Il figlio dell’ex leader della Lega Nord, Umberto, si dimise nell’aprile del 2012, subito dopo lo scoppio di un’altro scandalo, ovvero quello sui rimborsi elettorali del Carroccio (vicenda per la quale e’ stato rinviato a giudizio insieme al padre Umberto e il fratellastro Riccardo).

Minetti, igienista dentale e starlette televisiva ritenuta vicina a Silvio Berlusconi, e’ rimasta, invece, consigliere finche’ non vi sono state le dimissioni in massa decise dai gruppi per far sciogliere anticipatamente il Consiglio regionale in seguito alla crisi della giunta Formigoni assediata da troppe inchieste, nell’ottobre 2012 (Minetti e’ condannata in appello nel processo Ruby bis). Il gup D’Arcangelo ha, invece, pronunciato sentenza di non luogo a procedere per gli ex assessori Giovanni Rossoni del Pdl e Mario Scotti dell’Udc e per l’esponente del Pd Carlo Porcari. Una sentenza determinata da quello che e’ stato considerato un errore procedurale da parte della Procura nel valutare la ‘doppia’ posizione di questi tre imputati sia nella veste di capogruppo che di consiglieri. Assolto, sempre per la stessa ragione, Guido Galperti (Pd) che aveva scelto di essere giudicato col rito abbreviato.

Tre le condanne pronunciate col rito abbreviato: due anni di carcere sono stati inflitti ad Alberto Bonetti Baroggi (Ncd), e Carlo Spreafico (Pd), un anno e mezzo ad Angelo Costanzo (Pd), che si fece rimborsare ‘solo’ poco piu’ di tremila euro. Quanto a Spreafico, stando all’accusa, avrebbe acquistato coi soldi pubblici un vasetto di Nutella da due euro e settanta centesimi. “Non ho mai mangiato Nutella – si era difeso lui – avro’ offerto una piadina alla Nutella a qualcuno”. Oltre all’ex presidente del Consiglio regionale Davide Boni, l’ex assessore Massimo Ponzoni, e l’ex capogruppo di Sel Chiara Cremonesi, tra i rinviati a giudizio ci sono anche cinque consiglieri regionali in carica. Si tratta di Luca Gaffuri, ex capogruppo e attuale consigliere del Pd, Elisabetta Fatuzzo (Pensionati), i leghisti Angelo Ciocca e Massimiliano Romeo (quest’ultimo capogruppo), e Alessandro Colucci di Nuovo centrodestra.

Per loro il Movimento 5 stelle chiede le dimissioni immediate. “Speravamo che il giudice entrasse nel merito delle singole vicende, ma cosi’ non e’ stato. Data la controversia della materia e data la presenza di tesi contrapposte altrettanto valide, si e’ ritenuta necessaria la fase processuale. Sono pero’ assolutamente convinto che dimostreremo la nostra buona fede in sede dibattimentale”, si e’ difeso Romeo. “Oggi siamo soddisfatti per le archiviazioni di due ex capigruppo coinvolti nella vicenda, Guido Galperti e Carlo Porcari, e siamo certi che anche Luca Gaffuri, per le stesse ragioni, potra’ dimostrare che in qualita’ di capogruppo del Pd ha utilizzato i soldi pubblici per gli scopi previsti dalla legge”, ha detto, in difesa dei Democratici, il capogruppo, Alessandro Alfieri. Ha tenuto a sottolineare la discontinuita’ con la legislatura precedente nelle regole per ottenere i rimborsi, infine, l’attuale governatore lombardo, Roberto Maroni. L’inchiesta “riguarda il passato, non il presente – ha commentato -. Adesso le regole sono cambiate. Non c’e’ piu’ questo rischio perche’ ci sono i controlli, sono stati ridotti gli stanziamenti per i gruppi, c’e’ un sistema che impedisce che si ripeta tutto questo. Questa e’ la cosa che a me interessa”. (AGI)

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