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Srebrenica: 20 anni dopo il massacro, 136 bare verso memoriale – VIDEO

(AGI) – Visoko (Bosnia-Erzegovina), 9 lug. – A 20 anni dal massacro di Srebrenica – l’eccidio di 8mila musulmani ad opera dei serbo-bosniaci nel 1995 – si continuano a seppellire corpi. Un convoglio con 136 bare – contenenti i resti di vittime riesumate da fosse comuni e identificate nel 2014 – e’ partito dalla citta’ di Visoko, vicino Sarajevo, alla volta del mausoleo di Potocari, dove sono gia’ state tumulate 6.241 persone. La cerimonia di sepoltura si svolgera’ sabato, data del 20esimo anniversario. Diverse centinaia di persone, tra cui molti familiari delle vittime, erano presenti alla partenza del convoglio, coperto con la bandiera bosniaca e ornato di corone di fiori. “Non so in che modo e’ stato ucciso ma ricordo distintamente l’attimo in cui venne separato da noi”, e’ la testimonianza di Hafiza Tihic, che nel massacro piu’ grave avvenuto in Europa dalla Seconda guerra mondiale ha perso il padre. “Io salii su un bus, lui venne spostato da una parte. Che cosa gli fecero dopo? Lo sanno solo loro”. Anche Samira Agovic, 39 anni, era presente per dire addio ai resti del padre, di cui sono state trovate solo “quattro ossa”. “Non riesco a concepire che sia stato 20 anni fa. Ho come l’impressione che sia avvenendo oggi. Ogni anno, a luglio, provo gli stessi sentimenti”, ha raccontato la donna che nell’eccidio perse anche un fratello di 15 anni, gia’ sepolto, e un altro di 22, mai ritrovato. Il bilancio finale del massacro fu stimato in oltre 8mila morti, tutti i maschi fra i 14 e i 65 anni, che vennero divisi dalle donne, uccisi e sepolti in fosse comuni. La presenza delle forze Onu in citta’ non servi’ a scongiurare la carneficina. Anzi, il domenicale britannico Observer ha pubblicato documenti da cui emerge che Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Nazioni Unite – pur di ottenere ad ogni costo la pace di Dayton del dicembre ’95 – per realpolitik sacrificarono quella che, si e’ scoperto dopo solo sulla carta, era un area protetta dall’Onu, di fatto voltandosi dall’altra parte. Il tutto mentre i caschi blu olandesi – lasciati soli dal Palazzo di Vetro – non solo non difesero i bosniaci musulmani che avevano l’ordine di proteggere ma in molti casi consegnarono ai loro carnefici i pochi che avevano cercato rifugio nel loro accampamento. Le truppe Onu avrebbero fornito alle forze di Ratko Mladic anche 30.000 litri di carburante per i camion con cui furono deportate ai campi di sterminio le 8.000 vittime. Lo stesso carburante che venne usato dai bulldozer per occultare le salme in fosse comuni nei boschi. Mercoledi’ la Russia ha posto il veto a una risoluzione Onu che mirava a riconoscere il massacro di Srebrenica come ‘genocidio’, affermando che il testo era “sbilanciato e con motivazioni politiche”. Una decisione che l’ambasciatrice Usa all’Onu, Samantha Power – che nel 1995 era una giornalista 24enne in Bosnia – ha definito “straziante” per le famiglie delle vittime. (AGI) .

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