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Srebrenica 20 anni dopo: Renzi, "ci furono responsabilita' politiche"

(AGI) – Roma, 11 lug. – “Ci sono molte responsabilita’, innanzitutto politiche, per quello che e’ successo nel Balcani 20 anni fa. La mia generazione e’ cresciuta avendo negli occhi quel dolore e quella strage. Ci siamo detti allora, mai piu’ permetteremo che questo succeda qui a casa nostra. Per questo una parte del nostro impegno politico e’ nato li’, in Bosnia, a Sarajevo, a Srebrenica. L’Unione europea e’ nata per portare pace e prosperita’ nel continente, l’allargamento ad est avvenuto in questi 10 anni ha avuto questo obiettivo. Non abbiamo mai pensato che il nostro compito fosse costruire soltanto un’unione monetaria, piuttosto una comunita’ politica, un’Europa dei popoli. E in proprio in questi giorni la commemorazione del massacro di Srebrenica ha un peso maggiore: ci obbliga a ricordare i valori fondanti dell’Europa e a rinnovare l’impegno a costruire un luogo di pace e di futuro per i nostri figli”. Lo scrive su Facebook il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ricordando il ventesimo anniversario del genocidio di Srebrenica. Renzi prosegue: “Ho molti ricordi del luglio del ’95: la vittoria di Sampras su Becker a Wimbledon in 4 set, Indurain che stava per vincere il quinto Tour, le proteste per gli esperimenti nucleari a Mururoa, una canzone di Pino Daniele che trasmettevano sempre in radio, l’esame di Filosofia del Diritto. Ma di quello che era successo a Srebrenica in quei terribili giorni di luglio si seppe pochissimo per molto tempo. E quando ricevemmo notizia, rimanemmo tutti sgomenti. A poche centinaia di chilometri dalle nostre case, parole come pulizia etnica e genocidio che speravamo rimanessero solo nei ricordi drammatici dei nostri nonni erano di nuovo atrocemente realta’ in Bosnia, qui in Europa. L’11 luglio del 1995, piu’ di 8000 musulmani, compresi anziani donne e bambini, furono trucidati dalle milizie serbe e gettati in fosse comuni, sotto gli occhi indifferenti dell’Europa e del mondo. C’e’ una nenia che ricorda le vittime, si chiama L’Inferno di Srebrenica e fa cose’: ‘Sorella, fratello, vi sogno ancora ogni notte/ non ci siete, non ci siete, non ci siete / vi sto cercando, vi sto cercando, vi sto cercando / ovunque io vada, vi vedo / mamma, sorella, perche’ non ci siete’. A sentirla mette i brividi, ancora oggi”. (AGI)

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