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Statue giù nella notte, gli Usa “ripuliscono” la memoria dopo i fatti di Charlottesville

Nottetempo, piazza per piazza. I quattro monumenti simbolo dell’America confederata nella città di Baltimora sono stati rimossi così, per ordine del sindaco democratico Catherine Pugh, organizzando squadre, cavi e gru e autocarri tra le 11 e mezza di sera e le 5,30 di ieri mattina.

Così sono scomparsi i monumenti, “il più velocemente possibile”, ha detto il sindaco, dopo un anno di discussioni e sterili contrasti. Perché “era necessario tirarli giù”: subito e senza clamori per la sicurezza dei cittadini – tutti – dopo i fatti di Charlottesville in Virginia, dove sabato scorso è morta una donna negli scontri seguiti al raid di un suprematista bianco contro la rimozione di una statua del generale della Guerra di Secessione, Robert E. Lee.

Quali sono le statue rimosse la notte scorsa a Baltimora?

  • Il monumento ai soldati e ai marinai confederati (in Mount Royal Avenue vicino a Mosher Street). Eretto nel 1903 dalle Maryland Daughters of the Confederacy, fu realizzato dallo scultore newyorkese di origini francesi F. Wellington Ruckstuhl e rappresenta l’allegoria della Gloria che sostiene un soldato confederato morente con la bandiera sudista fra le mani.
     
     
  • Il monumento alla donna confederata (in Bishop Square Park all’University Parkway e Charles Street).Risale al 1917 e fu finanziato dalla Unione dei veterani confederati, dall’Unione delle figlie della Confederazione e dallo Stato del Maryland. Ritrae un soldato morente con la bandiera e due donne, una che lo tiene fra le braccia e l’altra, eretta, che scruta l’orizzonte.
     
     
  • Il monumento al generale Robert E. Lee e al comandante Thomas ‘Stonewall’ Jackson (in Wyman Park Dell vicino all’Art Museum and Wyman Park drives). Datato 1948, il gruppo bronzeo raffigura Robert E. Lee e ‘Stonewall’ Jackson a cavallo prima della battaglia di Chancellorsville in Virgina, nel 1863, che è reputata la “battaglia perfetta” di Lee malgrado la morte di Jackson. Il monumento fu finanziato dal banchiere J. Henry Ferguson, che morì nel 1928. Fu plasmato dalla scultrice Laura Gardin Fraser, che si aggiudicò un concorso per la sua realizzazione.
     
     
  • La statua a Roger B. Taney (in Mount Vernon Place). Eretta nel 1887, la scultura del quinto presidente della Corte Suprema, originario del Maryland, fu opera di William Henry Rinehart ed è la copia di quella che si trova nella Maryland’s State House. Taney, con la rimozione della stuatua, sconta una sua storica sentenza a favore della schiavitù.
     

Un esempio che sarà seguito a New York

Non è chiaro quale fine faranno le statue né a quanto ammontino i costi della loro rimozione, perché il sindaco Pugh, a quanto riferisce “The Baltimore Sun”, li ha definiti un dettaglio rispetto alle motivazioni che hanno portato alla decisione, corroborata comunque da un voto unanime del Consiglio. Al loro posto, saranno probabilmente collocate delle placche che spiegheranno quali monumenti sorgevano in quei punti e il motivo della rimozione.

L’aria è che altre municipalità seguiranno, negli Stati Uniti, l’esempio di Baltimora e la prossima rimozione potrebbe riguardare una targa infissa su un vecchio acero, sempre in onore del generale confederato Lee, che si trova a Brooklyn a New York, davanti a una chiesa episcopale frequentata dal comandante il quale piantò pure l’albero.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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