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Steinmeier, “la politica non si fa in un tweet”

Ha guardato all’Europa e ai populismi, Frank-Walter Steinmeier, nel suo primo discorso da presidente federale: Dobbiamo mostrre coraggio”. E’ stato un discorso di circa dieci minuti, quello tenuto subito dopo la proclamazione,ma dal messaggio chiarissimo: la Germania rappresenta, e continuerà a farlo, “un’ancora di speranza in tutto il mondo”, in una fase così “tumultuosa” a livello globale, a cominciare dal Vecchio Continente. “E se noi intendiamo incoraggiare gli altri, di coraggio dobbiamo averne noi per primi”.

Preservare libertà e democrazia

Il successore di Joachim Gauck non ha citato espressamente Donald Trump, né lo tsunami di stampo populista che scuote l’Unione europea. Ha ricordato che la Germania dopo la seconda guerra mondiale si è ricostruita sulle fondamenta dei valori occidentali, “ma se altrove le fondamenta tremano, sta a noi difenderle a maggior ragione”. E ancora: “Dobbiamo avere il coraggio di preservare quello che abbiamo: la libertà e democrazia in un’Europa unita”. E si tratta di conquiste che non sono inattaccabili, dice il nuovo inquilino di Castello Bellevue, e che dunque “dobbiamo difendere insieme”.

In sostanza, una lezione di pratica democratica, quella del neo-presidente, in tempi velenosi di “alternative facts”: dice Steinmeier all’aula plaudente che è necessaria “una cultura del confronto in cui si possano distinguere pretese, fatti e bugie” e che “la fiducia nella capacità di giudizio è l’orgoglioso privilegio di ogni cittadino ed il presupposto di ogni democrazia”, laddove “la lotta per trovare delle soluzioni non va presa per una debolezza”. Anche in Germania molte persone sono rese “insicure” di fronte alle grandi crisi del presente, e sono preoccupazioni che lui intende “prendere sul serio”. Però è giusto ricordare, sottolinea, “che in pochi altri luoghi del mondo vi sono tante opportunità quante in Germania”.

Per quanto lo riguarda, l’ex ministro degli Esteri lavorerà per “conquistare la fiducia” non solo di chi l’ha votato oggi, tra i 1260 grandi elettori che esprimono il capo dello Stato tedesco, ma anche, “nel rispetto della molteplicità della democrazia”, di chi non l’ha sostenuto. Al Bundestag si tratta di una minoranza: Steinmeier è stato infatti eletto con ben 931 voti sui 631 necessari, ossia dalla Cdu/Csu (ma secondo alcuni conteggi gli sarebbero venuti meno alcuni voti proprio dai due partiti vicini alla cancelliera), ovviamente dalla sua Spd, dai liberali dell’Fdp e da una fetta non esigua dei Verdi. Non l’hanno votato i populisti di destra dell’Afd, i deputati della Linke, i Pirati e la formazione dei “Liberi elettori”. Il nuovo presidente prenderà formalmente il posto di Gauck il prossimo 19 marzo. Sul tipo di presidenza che Steinmeier intenda delineare ci sono pochi dubbi.

La politica non si risolve in un Tweet

In un’intervista fatta a caldo alla Deutsche Welle, Steinmeier ha fatto di nuovo riferimento a Trump senza nominarlo: “Non credo proprio che la politica si risolva con 140 battute: al contrario, io vedo quale mio compito quello di spiegarla, la politica”. Il contrario dell’inquilino della Casa Bianca, insomma. Non si governa via Twitter, nel mondo del nuovo presidente tedesco. Angela Merkel, da parte sua, si è detta certa che il suo ex ministro degli Esteri “è in grado di affrontare le situazioni più complicate”, anche grazie alle sue capacità di mediatore messe alla prova nella sua lunga esperienza internazionale. Perché, in tutto l’entusiasmo che sta accompagnando l’elezione di Steinmeier al primo colpo una cosa appare evidente, anche alla cancelliera: “Sara’ capo di Stato in tempi molto difficili”. (AGI) Lby/Fab

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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