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Stop alla violenza sulle donne : da Terracina campagna per creare sportelli nei pronto soccorso

“LE PAROLE non bastano più” è lo slogan con cui parte la campagna “Stop Violence” a Rive di Traiano di Terracina (LT), promossa da TLive per contrastare la violenza contro le donne. I fondi finanzieranno il progetto “SOSostegno Donna” dell’onlus Intervita, organizzazione no profit che dal 1999 è impegnata nella tutela dell’infanzia, delle donne e delle comunità locali in Italia e nel mondo.

Una donna uccisa ogni tre giorni.
Il problema è noto, riguarda il milione di donne vittime di violenza e i 14 milioni di atti di violenza ogni anno in Italia. Nel 2013, i casi di “femminicidio” sono stati ben 128, cioè una donna uccisa dal partner ogni tre giorni. È una strage silenziosa: secondo l’Istat in Italia sono 6 milioni e 743mila le donne tra i 16 e i 70 anni che sono state vittime di abusi fisici o sessuali, un milione ha subito stupri o tentati stupri, il 14,3% delle italiane è stata vittima di violenza da parte del partner, ma solo il 7% lo ha denunciato.

Sportelli specifici nei pronto soccorso.
Queste violenze, che spesso avvengono tra le mura domestiche, hanno delle specificità per il legame con gli uomini di casa, mariti, compagni, fidanzati e padri. Per questo, Intervita ha pensato che il modo più efficace per sostenere le vittime fosse quello di creare uno sportello di accoglienza nei pronto soccorso degli ospedali. Il progetto pilota prevede che i primi sportelli saranno attivati da settembre a Roma, Genova e Trieste, ma dovrebbero poi essere estesi al territorio nazionale. Un servizio di accoglienza h24, attivo 7 giorni su 7, in grado di riconoscere e affrontare efficacemente il problema, attraverso la presa in carico in emergenza e il rinvio ai servizi del territorio.

Nella direzione della Convenzione di Istanbul.
Il progetto segue la strada indicata dalla Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica (il documento in pdf), entrata in vigore il primo agosto di quest’anno. Adottata a Istanbul nel 2011 e ratificata da 14 paesi, compresa  –  nel giugno 2013  –  l’Italia, costituisce il primo strumento internazionale vincolante sul tema. Tre sono i pilastri del testo: prevenzione, protezione e punizione. Proprio in occasione dell’entrata in vigore, Amnesty International ha chiesto alle istituzioni italiane di garantire il finanziamento e l’aumento dei centri d’accoglienza per le vittime di violenza e un adeguato coordinamento tra la magistratura, la polizia e gli operatori sociosanitari.

Arti maschili in campo le donne.
La violenza contro le donne nasce spesso da un problema culturale. Per questo, durante la serata di “Stop Violence” a Rive di Traiano, saranno annunciati i vincitori di “Professione 10 e lode”, anche questa un’iniziativa di TLive. L’idea è la seguente: il calciatore, la professione del cuore del mese di giugno, gli chef, la professione di agosto, sono arti e mestieri per convenzione “maschili” che scendono in campo a sostegno delle donne. L’indifferenza dei giovani. Si mira in particolare al pubblico giovanile, come spiega Paola Carnevale, l’organizzatrice dell’evento: “Questo problema ormai è inserito nel nostro tessuto culturale fin dall’adolescenza e i dati ci dicono che i più indifferenti sul tema sono proprio i giovani. Spesso sono sviati da informazioni che parlano di delitti passionali, di follia coniugale, eludendo in questo modo il problema di tipo culturale della violenza di genere quando invece ci troviamo di fronte a femminicidi, stupri e casi di stalking”. Per questo, TLive vorrebbe dare seguito alla campagna con iniziative per sensibilizzare i ragazzi degli istituti superiori della provincia di Latina.
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