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Storace accusa Marino, "Non poteva donare il sangue"

(AGI) – Roma, 11 set. – Diventa un caso la donazione di sangue effettuata ieri dal sindaco di Roma, Ignazio Marino, all’ospedale Sant’Andrea della capitale. Trasformandosi in una querelle con il leader de La Destra, Francesco Storace, che rischia di finire in tribunale (per la querela annunciata dal primo cittadino) e per la quale e’ stata interpellata anche il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. Tutto parte da un attacco di Storace, secondo il quale “la donazione di sangue di Marino era vietata, ma non al privilegiato”, e parla di “inganno e abuso, per giunta sulla pelle dei malati, per di piu’ da un medico che e’ anche sindaco”. La replica non si fa attendere: “sara’ mia cura querelare il consigliere regionale Francesco Storace che ha definito ‘un inganno e un abuso’ la mia donazione, e gli organi di stampa che daranno spazio a questa notizia diffamante oltre che inesatta”. Storace sostiene che Marino, “ne ha combinata un’altra delle sue, questa volta difficilmente digeribile sul piano etico”, perche’ ha donato “un sangue che non poteva di fatto donare e che non salvera’ nessuna vita”, in quanto “inservibile”. La ragione, spiega il vicepresidente del consiglio regionale del Lazio, deriva da quanto dispone una circolare che “il centro nazionale sangue ha pubblicato anche sul sito del Ministero della Salute” e di cui “le regioni sono in possesso”: secondo la quale “la sospensione della donazione di sangue e’ applicata per 28 giorni durante tutto l’anno per i donatori che abbiano soggiornato negli Usa e in Canada”, come il sindaco che dal nord America e’ rientrato la settimana scorsa dopo le vacanze. Quindi “la sceneggiata di ieri serve solo ai gonzi, alle televisioni, ai fotografi per esigenze scenografiche”, attacca l’ex presidente della Regione, il cui ufficio stampa riferisce di “un colloquio telefonico questa mattina con il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, a cui il vicepresidente del consiglio regionale del Lazio ha chiesto di far verificare la procedura seguita per la donazione di sangue di Ignazio Marino”. Ma quest’ultimo ribatte che “prima di donare il sangue, ieri all’ospedale Sant’Andrea, mi sono regolarmente sottoposto a tutti gli esami specifici richiesti dalla legge nazionale e dalle norme in vigore nella Regione Lazio per i donatori, e naturalmente anche alle verifiche previste per coloro che nei 30 giorni precedenti alla donazione sono stati in paesi esteri. Da medico e donatore, oltre che da sindaco, trovo oltraggioso che qualcuno voglia speculare sul mio gesto teso a sensibilizzare i cittadini a donare, vista anche la carenza di circa 30mila sacche in citta’ ogni anno”. L’invito del sindaco a “tutti coloro che stanno sterilmente polemizzando su questa vicenda” e’ quello di “fare l’unica cosa possibile: andare a donare il sangue. A cominciare da Francesco Storace, augurandomi che venga giudicato idoneo anche se per il mio occhio clinico presenta profili di rischio che possono precludere una donazione. La visita medica gli sara’ comunque molto utile”, conclude Marino. (AGI) .

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