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Storia delle tre donne che hanno denunciato Google per 'gender segregation'

Le donne fanno causa a Google per discriminazione con una class action. Il ricorso è stato presentato presso un tribunale di San Francisco dagli avvocati di tre ex dipendenti di Mountain View a nome di tutte le donne impiegate da Google in California negli ultimi 4 anni. L’accusa è di “gender segregation” ovvero di averle sistematicamente relegate a ruoli meno prestigiosi o comunque meno pagati. La causa legale segue un’indagine federale che, su base preliminare, ha accertato sistematiche discriminazioni delle donne tra i 21.000 dipendenti del quartier generale di Mountain View, con stipendi più bassi in ogni ogni scala gerarchica (leggi anche l’articolo sul Corriere della Sera). Mi sono fatta avanti per rimediare ad un problema persistente di discriminazione di genere a Google”, ha detto in una nota Kelly Ellis, una delle tre donne promotrici del ricorso, insieme a Holly Pease e Kelli Wisuri.

Heros of the day: Kelly Ellis, Holly Pease and Kelli Wisuri

They’re battling for all women at Google. https://t.co/ZtKIaTNKa7

— Blue AF Rhode Red (@rhoderedpvd) 15 settembre 2017

Tutte e tre si sono ex dipendenti di Google. Si sono licenziate perché pagate meno dei loro colleghi uomini. Il ministero del Lavoro Usa, lo scorso gennaio, aveva intimato ad Alphabet, la società che controlla Google, di bandirla da contratti pubblici se non avesse fornito la documentazione richiesta sulle sue pratiche salariali. Il ricorso segue anche le polemiche per la lettera sessista scritta un dipendente il mese scorso che poi è stato licenziato.

L’ingegnere licenziato per sessismo

Google ha licenziato l’ingegnere autore della mail sessista che ha scatenato la bufera sul colosso tecnologico. Lo stesso ingegnere, James Damore, ai media americani ha spiegato di essere stato licenziato per “aver portato avanti gli stereotipi di genere”. Il documento, di circa 10 pagine, sostiene che le donne sono biologicamente meno portate degli uomini ai lavoratori di tecnologia e alla leadership. Mountain View ha commentato dicendo che l’email è stata una “infrazione del codice di condotta ella società e dei suoi valori di base”, ha scritto il Ceo di Google, Sundar Pichai, in una mail indirizzata al personale.

Fired Google Engineer James Damore (LIVE) https://t.co/Nd1Qmf4CcI pic.twitter.com/o8aoz7QYhW

— Stephen Douglas (@restless94110) 10 settembre 2017

Damore ha assicurato che valuterà tutte le vie legali contro la decisione.  Lo sviluppo della vicenda non è sfuggito al fondatore di Wikileaks, Julian Assange, che in un tweet ha annunciato che il suo sito è pronto ad assumere Damore, perché “la censura è per perdenti”. Del caso ha scritto anche il mensile Wired.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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