TwitterFacebookGoogle+

Strage a Istanbul, 39 morti “Killer gridava Allah Akbar”

Roma – Strage di Capodanno a Istanbul. Un killer intorno all’una di notte è entrato nel Reina night club, locale molto popolare che si trova nella parte occidentale della città, e ha fatto fuoco con un fucile automatico, forse un AK-47, uccidendo 39 persone e ferendone una settantina (di cui quattro si trovano in condizioni critiche). Ancora nessuna rivendicazione ufficiale, ma ‘The Guardian’ riferisce che l’attentatore di Istanbul avrebbe gridato Allahu Akbar (Dio è il più grande) mentre sparava nel nightclub. Il sito web del quotidiano inglese cita la testimonianza di un citadino del Kuwait rimasto ferito. Secondo alcuni sopravvissuti ci sarebbe stato più di un aggressore, anche se la circostanza è stata smentita dalle autorità turche. 

 

 

____________________________________________________________________________________________________

Gli ultimi sviluppi

  • I morti nella strage sono 39
  • I feriti sono 69. “Quattro di loro sono in gravi condizioni, uno disperate”, ha riferito il ministro dell’Interno Süleyman Soylu
  • Si cerca un uomo armato in fuga. Non è ancora del tutto chiaro quanti siano i killer
  • L’attacco non è stato rivendicato
  • Le autorità turche hanno parlato subito di un “attentato terroristico”
  • Un testimone rivela: il killer gridava “Allah Akbar!”

____________________________________________________________________________________________________

Tra i morti 24 sono cittadini stranieri. Lo dice una parlamentare turca del partito per la Giustizia e lo Sviluppo. La Farnesina al momento esclude che ci siano italiani tra le vittime, ma le “verifiche di rito” sono ancora in corso. L’aggressore è ancora in fuga, dunque è caccia all’uomo in tutto il Paese. La città è blindata e sono circa 20.000 gli agenti che stanno cercando il fuggitivo. Si tratterebbe di un solo uomo secondo il ministero dell’Interno turco. Al momento non si esclude alcuna pista, anche se la matrice che si ritiene più probabile è quella jihadista, quindi l’Isis. Le autorità hanno parlato immediatamente di un “atto di terrorismo”, come riporta la CNN.

 

UPDATE Turkish ministers: 39 killed (inc. 15-16 foreigners) in #Istanbul night club attack, 65 wounded, 4 in heavy condition. #Reina pic.twitter.com/2AV4JknDIL

— CNN Türk ENG (@CNNTURK_ENG) 1 gennaio 2017

 

E’ stata colpita la Istanbul europea, quella che attraverso il Bosforo guarda l’Europa. Il Reina, che si trova nel quartiere Ortakoy, è un locale molto famoso e di alto livello frequentato anche da calciatori, imprenditori e uomini politici. E’ un simbolo della vita notturna della città. Al momento della strage all’interno c’erano almeno 600 persone.

Una testimone ha raccontato i momenti concitati della strage, quando il marito le è piombato letteralmente addosso per proteggerla dagli spari. E poi le urla, la corsa frenetica di chi cercava vie di fuga e alla fine l’arrivo delle forze speciali. C’è anche chi ha girato un video col telefonino nel momento degli spari. In molti per fuggire alla furia omicida del killer si sono gettati nelle acque gelide del Bosforo, come raccontano le testimonianze raccolte dal Guardian. Testimoni descrivono l’orrore anche nei video della Bbc.

 

Eyewitness account from #Reina club attack in #Istanbul #Turkey. Translated from: https://t.co/y1RcZJCzjO pic.twitter.com/kk2VhT96Ii

— Diego Cupolo (@DiegoCupolo) 1 gennaio 2017

 

L’attentato è stato compiuto da chi punta “seminare il caos” in Turchia, è stato il primo commento del presidente Recep Tayyip Erdogan, “stanno cercando di abbattere il morale del nostro Paese e seminare il caos colpendo deliberatamente i civili con questi mostruosi attacchi.

 

Saldırgan montunu değiştirip kaçarken kameralara böyle yakalandı pic.twitter.com/RKxc5RGYnG

— Haberdar (@Haberdar) 1 gennaio 2017
 

“Il governatore di Istanbul Vasip Sahin ha spiegato all’ABC che l’aggressore – arrivato al locale a bordo di un taxi – ha ucciso prima un poliziotto e un civile fuori dal club intorno all’1:45 e poi ha fatto irruzione nel locale “sparando all’impazzata su persone innocenti che erano lì per divertirsi e festeggiare il Capodanno”. Secondo la versione ufficiale a colpire è stato un solo uomo, che mentre fuggiva si è cambiato più volte i vestiti ed è stato anche ripreso dalle telecamere esterne del locale. La foto è girata su Twitter poco dopo la strage. Piccolo giallo proprio sui vestiti dell’attentatore: se per buona parte della giornata si è parlato di un killer vestito da Babbo Natale, nel pomeriggio è arrivata la secca smentita del premier turco Binali Yildirim: l’attentatore “non indossava il costume di Babbo Natale. Qualsiasi altra informazione non è giusta, se non quella che vi sto dando”.

 

Reports: 35 killed and 40 wounded in New Year’s attack on #Istanbul night clubhttps://t.co/HXJaHIXnd1

— Fox News (@FoxNews) 1 gennaio 2017

 

L’attentato arriva in un momento di grande tensione nel Paese. Nei giorni scorsi erano stati arresti 8 membri dell’Isis ad Ankara che stavano preparando un attentato per il Capodanno. La Turchia ha subito oltre 20 attentati terroristici nel corso dell’ultimo anno. L’ultimo è stato l‘omicidio dell’ambasciatore russo ad Ankara una decina di giorni fa: Andrey Karlov è stato ucciso da un agente che prima di essere fermato ha detto di aver agito per vendicare quanto è successo ad Aleppo in Siria. Solo il 17 dicembre 14 soldati turchi sono stati uccisi da un kamikaze che si è fatto esplodere al passaggio di un autobus carico di soldati nella città di Cesarea. E tre settimane fa un’autobomba esplosa all’esterno dello stadio di calcio nel quartiere di Besiktas ha ucciso 46 persone, la maggior parte agenti di polizia, e ne ha ferite 166.

Condanna unanime da parte della comunità internazionale, a partire dal ministro degli esteri Angelino Alfano e dal capo della diplomazia Ue, Federica Mogherini.

 

1/2 #Istanbul. Le lacrime non bastano. Dobbiamo continuare a lottare contro il terrore. Combattere, insieme, per difendere la nostra Libertà

— Angelino Alfano (@angealfa) 1 gennaio 2017

 

2/2 tragedia di #Istanbul ci ricorda che la lotta contro il terrore non conosce pause nè feste, Paesi o continenti.Serve unità.Ad ogni costo

— Angelino Alfano (@angealfa) 1 gennaio 2017

 

 

2017 starts with an attack in #Istanbul. Our thoughts are with victims and their loved ones. We continue to work to prevent these tragedies

— Federica Mogherini (@FedericaMog) 1 gennaio 2017

 

Ultimo aggiornamento 1 gennaio ore 17:44

 

Per approfondire:

Articolo originale Agi Agenzia Italia

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.