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Strage Gaziantep, kamikaze 12enne accompagnato da due adulti

 Istanbul – L’attentato suicida che ha avuto luogo la sera del 20 agosto a Gaziantep, citta’ distante poche decine di chilometri dal confine siriano, ha sconvolto la Turchia e non solo, quando, al gia’ di per se’ pesantissimo bilancio di 54 morti (29 dei quali bambini) e 66 feriti, il presidente Recep Tayyip Erdogan ha rivelato che il kamikaze era un ragazzino tra i 12 e i 14 anni. In base a quanto rivelato dall’agenzia curda Dicle, il ragazzo sarebbe stato lasciato a circa 100 metri dal matrimonio da due uomini in automobile. La medesima auto era stata notata poco prima nelle vicinanze della sede provinciale del partito filocurdo Bdp, una costola del piu’ grande Hdp.

Sempre di questa mattina e’ l’indiscrezione secondo cui l’esplosione potrebbe essere stata attivata attraverso un comando a distanza e non dall’attentatore. Gaziantep e’ da sempre un punto di passaggio tra la Turchia e la Siria: in virtu’ della posizione geografica la citta’ ha costituito, sin dal 2014, il piu’ importante snodo per i foreign fighters in viaggio verso il sedicente stato islamico. La citta’ ha pagato il prezzo della prossimita’ al confine siriano. Secondo un’interrogazione parlamentare presentata dai repubblicani del Chp, sarebbero attualmente quattro i quartieri della citta’ in mano ai jihadisti, una stima credibile, considerato che Gaziantep e’ quasi sempre rientrata nelle indagini e nelle cronache relative agli attacchi che l’Isis ha realizzato in Turchia. L’esplosione che lo scorso maggio, in prossimita’ del Comune e della stazione di polizia, ha ucciso due poliziotti nella medesima citta’, e’ stato solo l’ultimo atto di una serie di movimenti che i jihadisti hanno effettuato a Gaziantep. Sempre qui infatti sonos tate sgominate le cellule che hanno pianificato i terribili attentati jihadisti che hanno sconvolto la Turchia, guidate dall'”emiro” Yunus Durmaz, poi ucciso in un’operazione dell’antiterrorismo turco. Da Gaziantep era passato il kamikaze che si e’ fatto esplodere lo scorso 12 gennaio nell’area turistica di Istanbul. Stesso percorso ha fatto la cintura esplosiva che ha causato la morte di altri 5 turisti il 19 marzo, nel centro della metropoli sul Bosforo. I tre attentatori che hanno colpito l’aeroporto Atatruk lo scorso 28 giugno, pur essendo di origine caucasica e centroasiatica, avevano utilizzato la medesima Gaziantep come hub sulla tratta verso lo stato islamico.

Il fatto che l’attentato di due giorni fa abbia avuto come obiettivo un matrimonio curdo di un membro del partito Hdp, con numerosissimi invitati provenienti da tutto il sudest del Paese, ritrovatisi in un’area all’aperto,come spesso accade in questa stagione, da’ all’attacco una connotazione particolare, tale da mettere la strage del matrimonio in collegamento, da un lato con le dure sconfitte che i curdi del Pyd hanno inflitto all’Isis in Siria, ultima la liberazione di Manbij, dall’altro con gli attentati dello scorso anno con cui l’Isis in Turchia ha voluto colpire i curdi. La prima azione ascrivibile a membri dello stato islamico in Turchia risale infatti al 20 luglio 2015, quando 31 giovani attivisti sono morti a causa di un kamikaze a Suruc, al confine con la Siria. I ragazzi avevano partecipato a una serie di incontri per realizzare dei progetti per Kobane, la citta’ curda siriana liberata dal Pyd con l’aiuto degli americani. L’esplosione segui’ di pochi giorni la liberazione di un’altra citta’ curda in territorio siriano: Tel Abyad. La cintura esplosiva utilizzata arrivava dalla Siria, ovviamente via Gaziantep.

La strage di Ankara dello scorso 10 ottobre, 103 morti, la piu’ sanguinosa della storia della Turchia, colpisce una manifestazione per la pace indetta dal partito filocurdo Hdp e dai sindacati dei lavoratori. Le indagini rivelarono che l’esplosivo fu preparato in un garage situato in un villaggio appena fuori Gaziantep, medesima citta’ dalla quale i due kamikaze furono portati in macchina fino alla capitale. Suruc, Ankara e Gaziantep: tre diverse occasioni in cui l’Isis ha scelto obiettivi simbolici, al fine di lanciare un avvertimento e sconvolgere l’intero Paese. La strage del matrimonio segue di poche ore l’annuncio del premier Yildirim, che aveva dichiarato che la Turchia avrebbe avuto un ruolo piu’ attivo in Siria nei prossimi sei mesi.L’esplosione potrebbe quindi essere un atto di vendetta verso la comunita’ curda, ma anche un avvertimento al governo turco, che sostiene gruppi di opposizione che sarebbero in procinto di sferrare un attacco verso Jarablus, provincia siriana ancora in mano al califfato. (AGI)

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