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Strage in Pakistan, kamikaze di 14 anni uccide 55 persone 

Quetta – Un ragazzino di 14 anni si è fatto saltare in aria in un santuario sufi pakistano provocando 55 morti. L’attentato terroristico, avvenuto a circa 200 chilometri a nord-ovest di Karachi, è stato rivendicato dallo Stato Islamico. I morti accertati sarebbero 45 stando al ministro dell’Interno del governo provinciale, Sarfraz Bugti, citato dall’emittente ‘Samaa Tv’: ma per fonti ospedaliere riprese dall’edizione on-line del quotidiano ‘International Business Timè, le persone uccise ammonterebbero a 55 mentre quelle ferite sarebbero come minimo 150, molte delle quali in condizioni critiche.

Nel tempio, gremito da mezzo migliaio di fedeli, al momento della deflagrazione era in corso una tipica danza religiosa tradizionale, il ‘dhamal’. Le operazioni di soccorso, affidate agli elicotteri poichè l’area è impervia, sono ostacolate dalla sopraggiunta oscurità.

In una nota diramata via Internet, l’Isis identifica il kamikaze come “il fratello martire Abu Abdallah Harasani” che, si precisa, “si è avventato su una moltitudine di apostati in Belucistan, e ha fatto destinare in mezzo a loro il suo giubbotto esplosivo”. Il testo, la cui autenticità non ha finora trovato riscontri indipendenti, verosimilmente perché non aggiornato parla di un numero di vittime inferiore a quelli forniti dalle autorità: 35 morti e 95 feriti, donne e bambini compresi. 

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