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Strage Puglia, 23 vittime "Primi indagati per omicidio colposo"

Roma – Prime iscrizioni nel registro degli indagati della Procura di Trani per il disastro ferroviario avvenuto ieri sull’Andria-Corato che ha provocato la morte di 23 persone. Si tratta dei due capistazione di Corato e Andria, peraltro gia’  sospesi in giornata in via cautelativa dal servizio su decisione della direzione di Ferrotramviaria spa. Un atto scontato, ma sembra che i loro nomi siano soltanto i primi messi nero su bianco in serata dai magistrati del pool costituito oggi in Procura. L’inchiesta – nell’ambito della quale si ipotizzano i reati di omicidio colposo plurimo e disastro ferroviario – deve accertare tre aspetti: la dinamica, le responsabilita’ e il perche’ dei ritardi nell’ammodernamento della linea che dopo Ruvo di Puglia, verso Nord, e’ ancora a binario unico. In relazione a tutti questi aspetti l’elenco degli indagati non puo’ che allungarsi.

Dei 52 feriti, 23 sono ancora ricoverati: restano stazionarie le condizioni degli otto in prognosi riservata ma non in pericolo di vita. Dopo una notte di lavoro ininterrotto – proseguito anche oggi, fino a quando la linea e’ stata dichiarata libera – vigili del fuoco e forze di polizia hanno recuperato la scatola nera di uno dei due convogli coinvolti nello scontro e frammenti dell’altra: l’esame degli apparecchi dovrebbe consentire di ricostruire gli ultimi momenti della corsa dei treni sino al momento dell’impatto, a che velocita’ procedevano e se c’e’ stato un tentativo di frenata. Dopo un lungo vertice in Procura con magistrati e inquirenti, e’ stata intanto annunciata la costituzione di un pool di pm incaricati delle indagini: “c’e’ bisogno – ha precisato Giannella – di ricostruire le normative e di capire se le regole siano state rispettate, si tratta di un lavoro molto complesso”.

I nomi delle vittime

Al momento non e’ stata iscritta alcuna persona nel registro degli indagati (“ma e’ ovvio che nel corso delle ore gli indagati ci saranno, uno certamente e poi magari qualcun altro”) mentre le ipotesi di reato restano quelle di omicidio colposo plurimo e disastro ferroviario. Della squadra di investigatori fanno parte anche la Guardia di finanza e la Polfer, che ha sequestrato gia’ ieri nelle stazioni di Andria e Corato documentazione che potra’ essere utile per capire se effettivamente ci sia stato un errore nella segnalazione di partenza da una delle stazioni interessate. Quello che e’ certo, come ha ribadito il dg della Ferrotramviaria, Massimo Nitti, e’ che “uno dei due treni non ci doveva essere”.

Scontro frontale fra treni di pendolari – FOTO

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Nella sua informativa alle Camere, il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio ha insistito sulla necessita’ di “fare chiarezza al piu’ presto. Non e’ il momento di scaricare le responsabilita’ ma di stringerci insieme per accelerare sui ritardi accumulati nel trasporto pubblico locale”, ha spiegato, sottolineando come la rete ferroviaria nazionale resti “tra le piu’ sicure del mondo”: purtroppo “la sicurezza della tratta coinvolta dall’incidente e’ regolata tramite consenso telefonico che lascia interamente all’uomo la gestione ed e’ tra i sistemi meno evoluti e piu’ rischiosi”. Nei giorni scorsi, ha ricordato in conclusione il ministro, “abbiamo concordato con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Claudio De Vincenti, ulteriori 1,8 miliardi in piu’ per le reti ferroviarie regionali”. 

“Il governo fara’ di tutto per accertare le cause dell’immane tragedia”, ha assicurato anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Luca Lotti: “per decenni le scelte sono state rinviate e tutto e’ stato lasciato al caso, ma non scegliere ha un costo e oggi lo paghiamo tutti: anche la tragedia di ieri e’ conseguenza di una non scelta”. Ad innescare la polemica politica, e’ poi arrivato Beppe Grillo condividendo su facebook un post firmato da M5S Parlamento: “Non e’ stato un incidente. Con la tecnologia e le risorse che ci sono oggi a disposizione e’ inaccettabile catalogare la tragedia pugliese come un incidente. Se nel 2016 ci sono ancora tratti ferroviari a binario unico e’ perche’ e’ stato deciso di non investire li’. Se anziche’ spendere miliardi di euro per bucare la Val di Susa per l’opera inutile della Tav si fossero usati quei soldi per sistemare questa e altre tratte a binario unico oggi non saremmo a piangere morti”. Pronta la replica via twitter del senatore Pd Stefano Esposito: “Il M5s oggi si comporta da sciacallo sul binario unico in Puglia ma in Toscana si oppone al raddoppio della linea”.

Le prime immagini sul luogo dell’incidente

 

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