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Strage Puglia, i morti sono 23

Roma – E’ di 23 morti il bilancio aggiornato del disastro ferroviario avvenuto in Puglia. “Sono 23 i corpi giunti in Medicina legale, di questi 22 sono stati identificati e ci resta una salma di una persona di sesso maschile che non trova riscontro in nessuna denuncia delle persone scomparse”, ha annunciato Franco Introna, docente di Medicina legale nell’ateneo barese. “L’elenco nominativo delle persone scomparse e’ dal procuratore di Trani, Giannelli”, ha aggiunto il medico.

Renzi, non lasceremo soli i pugliesi

“Faremo al massimo due o tre autopsie, per le restanti salme si operera’ con una cosiddetta autopsia virtuale utilizzando una TAC”, ha aggiunto Introna. “Entro venerdi’ sera tutte le salme saranno restituite alle famiglie”, ha assicurato, per cui le esequie presumibilmente potranno essere svolte gia’ a partire dalla mattinata di sabato prossimo. Introna ha anche precisato che tutte le vittime identificate sono italiane e anche la persona da identificare che dai vestiti e dagli effetti personali fanno presumere che sia italiana.

Scontro frontale fra treni di pendolari – FOTO

Nell’incontro con i giornalisti, presente anche il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, Giovanni Gorgoni, responsabile del dipartimento Salute della Regione Puglia ha fatto il punto della situazione dei feriti ribadendo che “restano stazionarie le condizioni degli otto feriti in prognosi riservata ma senza alcun pericolo di vita. L’ospedale di Andria dimettera’ nei prossimi giorni 4 ricoverati. Il piccolo Samuele (il bambino tra i primi ad essere stati soccorsi ndr),che oggi compie 7 anni, e’ in buone condizioni con una febbricola e per lui la prognosi resta riservata, ma solo per prassi medica, data la giovane eta’. Non sa ancora della morte della nonna che era con lui in treno. Adesso e’ in compagnia della mamma. In tutto, ad oggi – ha concluso Gorgoni – i ricoverati restano 24 dei 52 che dal momento dell’incidente di ieri sono transitate nei Pronto Soccorso coinvolti”.

Resti umani ancora non identificati – Altri resti umani, al momento non identificati, sono stati trovati tra le lamiere dei due treni, ha detto il prefetto di Barletta-Andria-Trani, Clara Minerva, in conferenza stampa. “Abbiamo contatti con i familiari – ha spiegato – e si procedera’ a un confronto per colmare il gap tra le salme e i dispersi. In giornata speriamo di chiudere il luogo delle operazioni. Il gruppo operativo costituito dalle forze dell’ordine e da chi ha raccolto le telefonate fara’ questa ulteriore verifica per valutare l’attendibilita’ delle telefonate. Alle 18 faremo un aggiornamento del punto della situazione. Nella massima chiarezza, come ci ha chiesto il premier Renzi ieri sera: la risposta alle famiglie e’ un diritto che noi tutti con grande impegno dobbiamo fornire”. 

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Intanto Gabriele, 24 anni a ottobre, di Andria, non si trova ancora. Alcuni parenti raccontano che tornava da Bari, dopo una medicazione per una piccola ferita a una mano. “Era quasi arrivato a casa” mormorano sgomenti. Non e’ tra i feriti, non e’ tra gli identificati. Secondo quanto filtra dall’interno dell’obitorio, i congiunti sono tenuti lontani dall’area delle salme e l’avvicinamento viene disciplinato in modo che uno o due congiunti al massimo procedano al riconoscimento.

Le prime immagini sul luogo dell’incidente

Intanto, per tutta la notte sono andate avanti e proseguono anche stamani le operazioni dei vigili del fuoco e degli altri operatori nella zona dello scontro tra i due treni della Ferrotramviaria. I cani molecolari hanno individuato altri resti e si sta provvedendo al recupero. Si pensa possa trattarsi di quelli del secondo macchinista che ancora manca all’appello.

 

 

Tra le vittime un ragazzo di 15 anni, Antonio Summo, di Ruvo: era andato ad Andria e stava facendo ritorno a casa quando c’e’ stato lo scontro. Lo hanno trovato tra le lamiere. E’ morto anche un agricoltore, Giuseppe, colpito da una scheggia di metallo alla testa mentre lavorava nel suo canpo. Anche per lui non c’e’ stato scampo.

Il disastro ferroviario sulla stampa straniera – FOTO

Il ministro Delrio – “E’ una vicenda sulla quale occorre fare chiarezza al piu’ presto e noi garantiamo collaborazione e impegno a favore di magistrati, inquirenti e della Regione che non lasceremo da sola”, ha sottolineato alla Camera il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Graziano Delrio. “Siamo vicini come governo ai cittadini e alle cittadine pugliesi e alle loro famiglie, siamo a fianco della Regione Puglia, dei sindaci, del governatore Emiliano in questa tragedia che colpisce tutta Italia e ci interroga sul fatto che un diritto come il trasporto pubblico non debba trasformarsi in un evento luttuoso” ha aggiunto il ministro. “Non e’ il momento di scaricare le responsabilita’ ma di stringerci insieme per accelerare sui ritardi accumulati nel trasporto pubblico locale”.

L’ad delle Ferrovie dello Stato “il binario unico è sicuro” – La discussione sul binario unico “non ha senso”, “il sistema delle sicurezza ferroviaria prescinde dal numero dei binari e tutte le linee ferroviarie hanno un livello di sicurezza garantito anche sul binario unico”, ha affermato l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato Italiane, Renato Mazzoncini, conversando con i giornalisti in occasione della presentazione dell’osservatorio sui disagi e la solidarita’ nelle stazioni. La discussione sul binario unico, ha chiarito il top manager “non ha senso: in Italia oggi ma anche in giro per il mondo, la maggior parte delle linee sono a binario unico e il sistema sicurezza prescinde dal numero dei binari. Tutte le linee ferroviarie hanno un livello di sicurezza garantito anche sul binario unico”. Un’unica rete ferroviaria nazionale favorisce l’efficienza e la sicurezza ed il nuovo piano delle Ferrovie dello Stato italiane prevede, appunto, la costituzione di una rete unica integrando anche quelle locali attualmente non gestite da Rfi, ha sottolineato Mazzoncini. “Quello che noi abbiamo esplicitato ai fini dell’efficienza della rete – sono parole del top manager – e’ avere un’unica rete nazionale che garantisca il massimo utilizzo. Una gestione unica favorisce l’efficienza e lo sviluppo delle sinergie. Nel nuovo piano industriale al quale stiamo lavorando – ha riferito Mazzoncini – ipotizziamo per i prossimi anni di unificare la rete ferroviaria nazionale cosi’ come e’ avvenuto con la rete elettrica affidata a Terna, alla quale abbiamo ceduto la nostra rete elettrica. Questa operazione – ha aggiunto – e’ legata all’efficienza del sistema ma, come effetto ancillare, potra’ migliorare anche la sicurezza della rete dal momento che noi siamo dei soggetti con maggiore capacita’ di investimento”. “Quando avvengono quei rarissimi incidenti ferroviari scatta la solidarieta’ tra aziende: le nostre squadre e i nostri tecnici sono sul posto (dell’incidente, ndr) come se fosse una nostra linea, i nostri colleghi, i nostri clienti”, ha affermato ancora l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato Italiane. (AGI)

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