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Stretta anti-truffe over 65, arresto flagranza e 5 anni carcere

di Giovanni Lamberti

Roma – Arriva la stretta, apprende l’Agi, per i truffatori ai danni delle persone con più di 65 anni. Lo prevede una proposta di legge che verrà presentata dal Pd e che è già stata firmata da una sessantina di deputati. Al momento per il reato di truffa ai danni dei ‘seniores’ è prevista una pena di 3 anni. Sono presenti alcune aggravanti generiche ma il truffatore nella maggior parte dei casi evita la galera. Ora no. Nella proposta di legge c’è un’aggiunta alle altre aggravanti dell’articolo 640 del codice penale. La pena prevista sarà di 5 anni. Ci sarà – si legge nel testo che circolava oggi tra i parlamentari dem – “l’arresto obbligatorio in flagranza di reato” e la sospensione della condizionale sarà prevista solo se arriverà subito il patteggiamento, con la restituzione dei soldi. Anzi, qualora al termine del processo il giudice decidesse di applicare una pena sotto i tre anni verrà comunque garantita pe il truffatore la custodia cautelare. La proposta di legge dovrebbe, nell’intento dei promotori, avvalersi di una corsia privilegiata in parlamentare. A presentarla sarà il responsabile Giustizia del Pd, David Ermini. Nelle scorse settimane il Viminale e la Polizia di Stato hanno preparato un ‘vademecum’ per avvertire le persone della terza età – quelle più colpite dai truffatori – dei rischi che corrono. I casi sono infatti in aumento, soprattutto nelle grandi città.

Tanti sono gli esempi di truffa, ne sono state elencati alcuni nel ‘decalogò distribuito dalle forze dell’ordine in questi giorni vicino alle chiese o nei pressi delle banche o delle Poste. Pe esempio: bussano alla porta e si presenta una ragazza dall’aspetto rassicurante e piacente che assicura di essere una vecchia compagna di scuola della figlia o del figlio, che però non abita più lì da un pezzo. Per cortesia, per scambiare due chiacchiere, scatta l’invito a prendere un caffè, ma anche la trappola. La sconosciuta è una ladra che chiederà di poter andare in bagno e, invece, arrafferà denaro e valori a portata di mano in camera da letto, per esempio.

Oppure squilla il telefono e la voce all’altro capo del filo si qualifica come un tutore dell’ordine che ‘consiglià di contattare un legale perchè un proprio familiare è nei guai e c’è da pagare una cauzione per farlo uscire di prigione. Solo che da noi non esiste, e l’agente è falso come il ‘legalè che si presenterà a casa a prelevare la somma per il fantomatico arrestato. O per sanare un altrettanto fasullo debito vantato sempre nei confronti di un congiunto. Sono, dunque, questi alcuni dei casi più frequenti nelle cronache di truffe agli anziani. Ma ci sarebbe anche il guasto, sempre falso, da riparare su mandato dell’amministratore del condominio, o della bolletta da controllare come scusa sempre per intrufolarsi in casa e rubare quel che c’è a portata di mano. Ora però per i truffatori, al di là della cifra che viene estorta, si apriranno anche le porte del carcere. (AGI) 

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