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Studente Usa ucciso e gettato nel Tevere

Roma – Ucciso e gettato nel Tevere. E’ di Beau Solomon, il ragazzo statunitense scomparso dalla sera di giovedi’ scorso a Roma, il cadavere recuperato dagli agenti della Polizia fluviale nelle acque del fiume. Il riconoscimento ufficiale dovrebbe essere fatto in serata dai genitori dello studente, ma i vestiti sarebbero quelli indossati dal giovane – un paio di jeans e una t-shirt chiara – cosi’ come due braccialetti. Il corpo presenta una ferita alla testa, inferta da un corpo contundente, forse una bottiglia.

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Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti quella di una rapina sfociata in omicidio: cellulare e portafogli, non ritrovati, gli sarebbero stati rubati. Ci sono almeno due testimoni, due passanti che la notte tra il 30 giugno e il primo luglio hanno visto una persona spingere in acqua un’altra all’altezza di Ponte Garibaldi. La Procura di Roma, che non crede affatto nell’ipotesi della rapina, sta procedendo per omicidio a carico di ignoti. Secondo chi indaga, la ferita alla testa riportata dalla vittima sarebbe compatibile con una caduta nel fiume.

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Beau era stato visto l’ultima volta a Trastevere, in un bar di via della Lungara, la notte tra giovedi’ e venerdi’: a dare l’allarme, il mattino dopo, era stato il suo compagno di stanza alla John Cabot University, l’ateneo Usa in cui avrebbe dovuto frequentare un corso estivo. Un’altra ipotesi valutata dagli inquirenti è quella dell’alterco con un gruppo di sbandati: dopo aver lasciato il pub di via della Lungara intorno all’una, si sarebbe avventurato da solo sulla banchina del fiume incrociando all’altezza di Ponte Garibaldi un gruppo di persone, habitué di quel tratto di sponda. Per motivi da accertare, sarebbe scoppiata una lite e Beau sarebbe stato colpito alla testa e poi spinto in acqua. 

Originario del Wisconsin, sopravvissuto da piccolo ad una seria malattia, sportivo praticante, era arrivato in Italia pochi giorni fa: subito dopo la sua scomparsa, parenti e amici avevano rilasciato interviste a network Usa e postato appelli sui principali social network chiedendo – a chiunque ne avesse – informazioni utili a rintracciarlo. Dalla famiglia era trapelata anche la notizia secondo cui le carte di credito del giovane sarebbero state usate dopo la scomparsa di Beau per una spesa complessiva di 1.500 dollari, circostanza poi confermata dagli inquiirenti. (AGI) 

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