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Suarez si racconta: “Sto cacciando il demone che c’era in me”

L’attaccante dell’Uruguay: “Grazie al terapeuta che mi ha messo a disposizione il Barcellona il peggio me lo sono lasciato alle spalle”

Lo fa in un’intervista video al britannico The Guardian, a cui si confida ritornando sugli episodi risalenti all’ultimo Mondiale, tra cui il famoso morso a Chiellini, e sugli antichi fantasmi delle accuse di razzismo risalenti a tre anni fa.

Dentro e fuori dal campo io sono due persone diverse. Fuori dal terreno di gioco sono uno tranquillo, un bravo padre, un marito – spiega al Guardian – In campo invece entrano in gioco meccanismi strani, pulsioni incontrollabili. Non succede soltanto a me.”

“C’è chi tira calci, gomitate, pugni in faccia – prosegue Suarez – Mi rendo che un morso viene visto ancora peggio e che qualcuno per questo mi considera un pazzo. Ma io non mi vedo così”. Per quanto riguarda l’episodio del morso a Giorgio Chiellini, l’attaccante uruguaiano confessa che “a caldo è stato difficile accettare quello che è successo”, ma anche che poi “ragionandoci, ho capito che l’unica cosa da fare era chiedere scusa“.

Nel 2011, al Liverpool, Suarez finì al centro della bufera per aver dato del “negro” a Patrick Evra. Luis, però, rispedisce al mittente le accuse di chi lo dipinge come un razzista: “Gli ho detto ‘perchè, negro?’ e per me era come chiedergli ‘perchè?’. Quella è una parola che in Uruguay viene usata di continuo, che uno sia nero o meno, mentre in inglese ha una connotazione assolutamente diversa. Il mio intento non era quello di insultare Evra, sono cose che tra calciatori capitano di continuo.”

Ora, però, Suarez assicura che il peggio se lo è lasciato alle spalle: “Penso di essermi lasciato alle spalle tutto il male – confessa – Credo di essere ora sulla strada giusta, mi sono rivolto a persone che possono aiutarmi, il tipo di persone giuste, e funziona”.

http://www.ilgiornale.it/news/sport/suarez-si-racconta-sto-cacciando-demone-che-cera-me-1062463.html

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