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Sui figli alle coppie gay Lega e M5s si dividono ancora

Stop ai riconoscimenti di figli di coppie dello stesso sesso nati all’estero grazie a pratiche vietate in Italia come la maternità surrogata: “Il diritto dei bambini ad avere una mamma e un papà” è una delle questioni a cui “il governo darà voce e difesa in ogni sede”, ha affermato il ministro dell’Interno Matteo Salvini. Torna così al centro del dibattito il tema delle trascrizioni degli atti di nascita di figli di coppie omosessuali, con le dichiarazioni odierne del ministro per la Famiglia Lorenzo Fontana, alle quali si sono aggiunte le parole di Salvini. 

“L’utero in affitto e la compravendita di gameti umani e di bambini sono fattispecie delittuose, sono reati – ha detto Salvini, nel corso del question time al Senato – finché campo e finché sono membro di questo governo l’utero in affitto e i bambini in vendita non esisteranno in Italia come pratica, perché lede i diritti dei bambini, delle mamme e dei papà”. E Fontana, sentito in audizione dalla Commissione Affari sociali della Camera, ha rilevato che “il diritto di famiglia non può tenere in conto il riconoscimento di genitorialità di bimbi concepiti all’estero da coppie dello stesso sesso, tramite pratiche vietate come la maternità surrogata o l’eterologa, non consentita a coppie omosessuali”. Dal Viminale, intanto, è stata chiesta all’Avvocatura dello Stato una “valutazione legale” prima di “definire linee di indirizzo che ho intenzione di diramare alle prefetture e agli enti locali interessati”, ha sottolineato Salvini, secondo il quale uno dei “punti fermi” e’ l’indicazione, negli atti di nascita, “quali genitori, la madre partoriente e il padre biologico”.

Non tarda ad arrivare, su Twitter, la replica della sindaca pentastellata di Torino, Chiara Appendino, che sull’argomento ha posizioni piuttosto diverse.

Torino è stata la prima Città in Italia a riconoscere i figli di coppie dello stesso sesso, di questo siamo orgogliosi.
Continueremo su questa strada, per garantire alle bambine e ai bambini il diritto di avere una famiglia in cui l’amore sia l’unica condizione necessaria

— Chiara Appendino (@c_appendino) 26 luglio 2018

Spadafora a Fontana: “Basta propaganda”

In disaccordo con Fontana anche Vincenzo Spadafora, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, con delega alle pari opportunità ed ai giovani.:”Su questi temi è necessario andare al di là delle battaglie identitarie perchè tutto questo incide realmente nella nostra società e coinvolge i più indifesi, i bambini. Non esistono infatti, bambini di serie A o di serie B, tutti devono essere tutelati. Per questo la Corte Costituzionale, con la sentenza 162 del 2014, ha superato il principio espresso dalla legge 40 del 2004, per il quale vi doveva essere coincidenza fra genitorialità biologica e genitorialità sociale. Secondo la Corte Costizionale infatti, questo principio è illegittimo sul piano costituzionale e non costituisce un bene giuridico meritevole di protezione”. Spadafora invita quindi Fontana “a fermare la propaganda ed aprire un dialogo culturalmente serio, di riflessione e di discussione, per evitare che il nostro Paese torni 10 anni indietro, contravvenendo anche alle indicazioni della Corte Costituzionale”.

A gettare acqua sul fuoco è, come spesso accade, il vicepremier Luigi Di Maio, il quale – in un’intervista a La7, sottolinea che sui diritti civili Lega e M5S non sono d’accordo e sono temi che “non troverete nel contratto di governo”. “Ma un ministro che dice che l’utero in affitto è illegale in Italia – ha aggiunto Di Maio – dice la verità”. Per quanto riguarda i bambini – ha sottolineato – l’obiettivo è tutelarli. “Non ci occuperemo nella legislatura di questa materia. Fontana – ha concluso – ha espresso la sua opinione”.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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