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Suicidio di Luisa Bonello, accusa di circonvenzione d’incapace. Lamborghini sequestrata a un ispettore di polizia

Cattura

Marco Raffa

«Circonvenzione d’incapace». È l’accusa che la Procura di Savona ha rivolto all’ispettore Alberto Bonvicini, di fatto da molti anni responsabile della sezione di polizia postale e delle comunicazioni di Savona. A Bonvicini è stata sequestrata (la dizione ufficiale è «custodia giudiziale») una Lamborghini Gallardo di colore bianco, una supercar da 160 mila euro che però, fa sapere l’interessato tramite il suo legale, non sarebbe di sua proprietà ma per la quale avrebbe soltanto pagato alcune rate di leasing.

La vicenda assume rilevanza dal momento che l’indagine della Procura è legata all’inchiesta avviata dopo il suicidio di Luisa Bonello, il medico savonese di 53 anni che aveva portato a papa Francesco il dossier sulla pedofilia nella diocesi di Savona e che il 19 settembre si era tolta la vita nella sua abitazione in Valloria. Finora si riteneva che il fascicolo aperto a palazzo di giustizia riguardasse soltanto un’ipotesi – contro ignoti – di istigazione al suicidio, ora le ipotesi sono due e c’è, appunto, indicata nel decreto di «sequestro» richiesto dal pm Ferro e concesso dal gip Fois, quella di circonvenzione d’incapace. Secondo il pm, insomma, qualcuno avrebbe approfittato della fragilità emotiva e delle vicissitudini di Luisa Bonello per carpirle denaro e aiuti.

Un’ipotesi che Alberto Bonvicini, che di Luisa Bonello era amico e paziente (in questi giorni è assente dal servizio per malattia), respinge con sdegno. «Premetto che c’è un’indagine in corso e io la rispetto, ci tengo a dire di non avere nulla da nascondere. In vita mia ho sempre fatto del bene e aiutato tutti, dai giovani alle prese con i pericoli di Internet agli anziani vittime di truffe. Risponderò senza problemi a chi mi chiederà conto delle mie azioni». Sulla questione Lamborghini, poi, ci sarebbe un grosso equivoco: per la vettura Bonvicini avrebbe pagato alcune rate di leasing da 1600 euro l’una.

Nello stesso periodo il concessionario a cui si è rivolto ha messo in vendita l’auto del poliziotto, una Bmw M6 (vettura che, da nuova, viaggia sui 120 mila euro). Uno sfizio, insomma, quello di circolare qualche mese con una supercar da sogno, pagato con i propri risparmi. («Possiamo produrre i bonifici dal conto corrente e tutti i relativi movimenti, tutto alla luce del sole»). Tutto regolare, insomma, almeno secondo Bonvicini. Per la Procura, che lo ha indagato per circonvenzione d’incapace, le cose sarebbero andate diversamente. Ma l’inchiesta è soltanto all’inizio.

La Stampa Savona

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