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Sul sottomarino scomparso l'aria potrebbe essere finita. Ricerche senza sosta

Aggiornamento del 23 novembre 2017, ore 08:00

Qualche ora dopo gli ultimi contatti tra il sottomarino San Juan e la Marina militare argentina fu percepito e registrato uno strano rumore proveniente dalle acque in cui navigava l’imbarcazione dispersa lo scorso 15 novembre. Si è trattato di una “idro-anomalia acustica”, ha spiegato il portavoce della Marina argentina, Enrique Balbi, percepita nell’oceano, a circa 48 chilometri dalla posizione del sommergibile e tre ore dopo l’ultima comunicazione. Balbi, scrive il Clarin, non ha confermato se si sia trattato di una esplosione.

In una conferenza stampa, Balbi ha spiegato che il “rumore” sarebbe stato rilevato  intorno alle 11 del mattino (le 15 in Italia), nei pressi del punto dal quale il San Juan si era messo in contatto per ultima volta con il comando della Marina, quattro ore prima (leggi da Repubblica). “La nostra Marina aveva chiesto la collaborazione degli Stati Uniti, che a loro volta hanno chiesto informazioni a diversi organismi che rilevano eventi idro-acustici in tutto il mondo. Dopo aver riunito questa informazione ed effettuato un’analisi esaustiva e centralizzata negli Usa, che ha richiesto il suo tempo, oggi abbiamo ricevuto questo indizio”, ha spiegato il portavoce militare. Interrogato sulla possibilità che il rumore fosse un’esplosione, Balbi ha precisato che “non abbiamo informazioni al riguardo e non formuliamo nessuna congettura”.

 “Ho da tempo ordinato di aiutare l’Argentina nella missione di ricerca e salvataggio del loro sottomarino disperso. A bordo 45 persone e non molto tempo rimasto. Che Dio sia con loro e con il popolo argentino”. Così il presidente americano Donald Trump, via Twitter, sul sottomarino San Juan sparito da oltre una settimana in fondo al mare della Patagonia.

I have long given the order to help Argentina with the Search and Rescue mission of their missing submarine. 45 people aboard and not much time left. May God be with them and the people of Argentina!

— Donald J. Trump (@realDonaldTrump) 22 novembre 2017

Aggiornamento del 22 novembre 2017, ore 08:00

È stato captato un nuovo segnale che potrebbe appartenere al sottomarino argentino ARA San Juan, sparito ormai da più di una settimana e che ha a bordo 44 membri dell’equipaggio: lo scrive il quotidiano argentino Clarín.com secondo cui è stato individuato un nuovo perimetro di ricerca nell’Atlantico meridionale; e una flotta guidata dalla corvetta Drummond si sta dirigendo verso il sito per verificare se quel segnale corrisponda davvero al sommergibile argentino, con il quale tutte le comunicazioni sono andate perse dallo scorso mercoledì 15. Si riaccendono le speranze dunque dopo la doccia fredda di martedì notte, quando il portavoce della Mrina, Enrique Balbi, ha riconosciuto che stanno iniziando ad esaurirsi le scorte di ossigeno. La notizia del Clarin.com sembra in linea con quanto sostenuto da Radio Mitre, secondo cui la Marina degli Stati Uniti ha localizzato, grazie a uno dei suoi aerei impegnati nelle ricerche, un “punto di calore”, che corrisponderebbe ad un oggetto metallico, a circa 300 chilometri dalla costa di Puerto Madryn e circa 70 metri di profondità.  Per ora però non c’è stata alcuna conferma da fonti ufficiali. 

Aggiornamento del 21 novembre 2017 alle ore 10.10

Nuova doccia gelata sulla sorte del sommergibile argentino San Juan con 44 membri di equipaggioa bordo con cui Buenos Airesa ha perso i contatti mercoledi’ scorso. Dopo la conferma iniziale che erano stati avvertiti dei colpi ripetuti provenienti dal San Juan, la smentita. La Marina ha accertato che i rumori rilevati non provengono dal San Juan: “L’impornta acustica dei rumori non corrispondono a quelli del sommergibile ma sono di origine biologica”.

Lo ha annunciato il portavce della Marina argentina, Enrique Balbi, che si è  contraddetto più volte in questi giorn. Era stato sempre lui a confermare – poche ore fa – la notizia data dalla Cnn che i sonar di due navi hanno percepito suoni come di strumenti sbattuti contro lo scafo di un sottomarino.
Si tratta del secondo colpo per i parenti dei 44 marinai a bordo, tra cui il primo ufficiale donna sommergibilista. Sabato dopo che il ministero della Difesa aveva riferito di aver intercettato 7 telefonate satellitari dal San Juan, Balbi ha smentito la notizia. L’unita’, varata nel 1983, poco prima di perdere i contatti con il comando mercoledì, aveva riferito di un problema alle batterie. 

articolo aggiornato il 20 novembre alle ore 23,30

La Marina argentina ha fatto sapere di aver rilevato dei rumori provenienti dal sommergibile militare Ara San Juan con il quale si sono persi i contatti giovedì scorso. Il sistema sonar di due navi ha percepito suoni come di strumenti sbattuti contro lo scafo di un sottomarino. Ad averlo riferito era stata la Cnn, citando un ufficiale della Marina americana vicino alle operazioni di ricerca in corso, alla quale partecipano diversi Paesi tra cui gli Usa. Poi la conferma ufficiale. Buenos Aires ha rivelato che le sette chiamate andate a vuoto captate domenica non provenivano dal telefono satellitare del sottomarino che, cinque giorni fa, poco prima di perdere i contatti, aveva riferito di un problema alle batterie. È ripartita quindi la speranza di trovare vivo l’equipaggio. Il San Juan è un sommergibile della classe TR-1700 alimentata da motori diesel ed elettrici.

Il sommergibile era partito 11 giorni fa dalla base di Mar del Plata diretto proprio Ushuaia dove ha trascorso 3 giorni prima di invertire la rotta. A bordo c’è, tra gli altri, il primo ufficiale donna della flotta sottomarina argentina che conta oltre al San Juan altre 2 unità gemelle, lunghe 65 metri, con un diametro di 7. Tutti e 3 i sommergibili sono stati costruiti dai cantieri tedeschi Thyssen Nordseewerke. In particolare il San Juan è entrato in servizio nel 1983 ed è stato ammodernato tra il 2007 ed il 2014 per prolungare la sua vita operativa di 30 anni.

L’unità a propulsione convenzionale con 44 membri di equipaggio a bordo è stata rilevata l’ultima volta mercoledì lungo la costa meridionale. “Non siamo stati in grado di trovare od avere un contatto a vista o rada con il sommergibile San Juan”, aveva chiarito il portavoce della marina, Enrique Balbi. La Marina aveva avviato una vasta operazione di ricerca con unità aeree e navali intorno all’ultima posizione nota del San Juan, a 430 a largo della penisola sud-occidentale di Valdez, finora senza alcun risultato.

Estamos comprometidos a utilizar todos los recursos nacionales e internacionales que sean necesarios para hallar al submarino ARA San Juan lo antes posible.

— Mauricio Macri (@mauriciomacri) 18 novembre 2017

Balbi aveva smentito le voci secondo le quali a bordo del sommergibile sarebbe scoppiato un incendio, un evento catastrofico per un’unità sottomarina. “Non abbiamo più alcuna comunicazione e questo potrebbe essere dovuto ad un problema alle batterie o di alimentazione elettrica (generata dai motori diesel)”, ha chiarito Balbi ricordando che il protocollo prevede che in caso di problemi di alimentazione i sommergibili debbano immediatamente riemergere in superficie.

Estamos en contacto con las familias de la tripulación del submarino ARA San Juan que se encuentra extraviado para informarlos y apoyarlos. Compartimos su preocupación y la de todos los argentinos.

— Mauricio Macri (@mauriciomacri) 18 novembre 2017

Da parte sua, scrive La Stampa, l’ammiraglio Gabriel Gonzalez, comandante della base di Mar del Plata, ha indicato che a bordo del San Juan “c’è cibo e ossigeno a sufficienza” per tutto l’equipaggio, sottolineando che “non si può dunque parlare di un’emergenza”. Molto meno ottimista il commento di Julio Langani, uno degli ingegneri che ha monitorato la costruzione del sottomarino nei cantieri navali della Thyssen Nordseewerke ad Edem, in Germania, dove il San Juan è salpato per la prima volta nel giugno del 1983. In dichiarazioni al quotidiano Ambito, Langani ha ipotizzato che nel sottomarino «si potrebbero essere surriscaldate le batterie, il che provoca l’emissione di un gas clorato, che risulta mortale per gli esseri umani”.  

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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