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Sulla morte di Haftar è giallo. E adesso si rischia di nuovo il 'caos libico'

“Il generale Khalifa Haftar è morto”: la notizia è rimbalzata su almeno tre media libici ma non trova conferme ufficiali. Anzi, secondo le Nazioni Unite, il generale, dato fino al pomeriggio in condizioni critiche in ospedale a Parigi, ha avuto un colloquio telefonico con l’inviato speciale per la Libia Ghassam Salamè.

Secondo il Libyan Observer, il Libyan Express e la Tv AL Nabaa, l’uomo forte della Cirenaica e principale oppositore del Governo di accordo nazionale di Tripoli è morto. Il decesso è stato confermato da un noto parlamentare egiziano, Moustafa al Bakry, che però poco dopo ha fatto marcia indietro. Anche per l’agenzia russa Ria Novosti, che cita una non meglio specificata fonte di Tripoli, Haftar è morto, ma fonti diplomatiche contattate dall’Agi non confermano.

Nella tarda serata l’Unsmil, la missione Onu in Libia, ha riferito in un tweet che “l’inviato speciale Ghassam Salamè ed il feldmaresciallo Khalifa Haftar hanno parlato oggi per telefono ed hanno discusso della situazione generale in Libia e gli ultimi sviluppi politici nel Paese”. In precedenza la stessa notizia era stata riferita da Al Arabiya, che ha smentito quanto circolato sulla morte del capo dell’Esercito libico.
 

La smentita di una fonte diplomatica

Nel pomeriggio una fonte diplomatica anonima del consolato libico a Parigi ha assicurato all’emittente emiratina che Haftar è ancora ricoverato in gravi condizioni in un ospedale della capitale francese, in seguito a un ictus. “Negli ultimi giorni c’è stato un lieve miglioramento delle sue condizioni di salute – ha raccontato la fonte – ma resta comunque in una situazione molto critica”. Nel frattempo il Libya Observer su tweet ha pubblicato una foto di “decine di persone che a Tripoli festeggiano la morte” del generale. Haftar era da tempo in cura ad Amman, in Giordania, per un tumore al cervello, e le prime notizie di ictus (o di infarto) si sono diffuse il 10 aprile.

Se le notizie della morte di Haftar non trovano ancora conferma, sembra verosimile il rischio di una ulteriore frammentazione e pericolosa incertezza del già complesso scenario libico: oggi le Forze Armate Libiche (LAF) sono la forza militare più rilevante in Libia e contano su membri provenienti da tutto il Paese, controllano l’est, hanno sconfitto l’Isis nell’area di Sirte, combattuto contro milizie a Bengasi e stabilito già delle loro basi nell’ovest, a Zintan e Wershafa in particolare, così come al sud.

Dal punto di vista politico, Haftar ha incassato il sostegno dell’Egitto, degli Emirati Arabi Uniti e della Russia, e alla fine è riuscito a diventare perfino più credibile anche agli occhi dell’Occidente, che lo vedeva come un punto di riferimento militare certamente più solido di Fayez al-Sarraj, il primo ministro del Governo di Accordo Nazionale della Libia, riconosciuto dalla Comunità internazionale.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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