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Sulle famiglie divise al confine ha vinto Melania Trump

Donald Trump ha ceduto; la First lady, Melania, ha vinto, e con lei il mondo civilizzato rimasto scioccato dalle immagini e dal pianto dei bambini dei migranti fermati al confine tra Messico e Stati Uniti, separati dai genitori e rinchiusi in gabbia. Il presidente americano ha firmato l’ordine esecutivo per “tenere insieme le famiglie” e ha indicato che il passo sarà seguito da una legge che da domani sarà in discussione alla Camera dei rappresentanti, come anticipato da Paul Ryan.

“Le famiglie non vanno separate, punto”, aveva detto lo speaker repubblicano, prima dell’annuncio di Trump. La decisione è arrivata al termine di una giornata in cui l’orrore per quanto visto al confine ha suscitato reazioni in tutto il mondo compreso il Vaticano con papa Francesco, e che avevano trovato nella East Wing, dove ha sede l’ufficio Melania Trump, una preziosa sponda all’interno della Casa Bianca. Di “pratica disumana” aveva parlato la First Lady e il suo avvocato Michael Wildes l’aveva paragonata a quello che accadeva in Germania ai tempi del nazismo, o alla tratta degli schiavi.

L’ordine esecutivo di Trump

L’ordine esecutivo di Trump chiede al Dipartimento della sicurezza nazionale di tenere insieme le famiglie e al Dipartimento della difesa di ospitarle in proprie casette perché molte strutture detentive sono al completo. “Vogliamo sicurezza per il nostro Paese”, ha sottolineato Trump dopo l’ondata di critiche alla sua linea di ‘tolleranza zero’ contro i migranti, “ma allo stesso tempo abbiamo compassione, vogliamo tenere le famiglie unite. È molto importante”.

In un mese e mezzo sono stati più di 2.300 i bambini separati dai loro genitori dopo l’ingresso illegale dal Messico negli Usa. L’ondata di sdegno è arrivata persino alla Microsoft dove 100 dipendenti hanno chiesto che il colosso non collaborasse più con l’US Border Patrol, la guardia di frontiera americana.

Al coro di critiche si era aggiunta Theresa May, che ha definito le immagini che giungono da oltreoceano “profondamente inquietanti”, mentre Justin Trudeau, capo del governo canadese, ha attaccato “quello che sta succedendo negli Stati Uniti”, definendolo “sbagliato”. “Non riesco immaginare quello che stanno sopportando le famiglie che lo vivono”, ha aggiunto il premier canadese, sottolineando che “ovviamente questo non è il modo in cui noi facciamo le cose in Canada”.

Umanità e sicurezza non sono incompatibili

“La sicurezza dello Stato e l’umanità di base non sono incompatibili”, ha affermato L’Ocse (l’Organizzazione per la Cooerazione e lo Sviluppo economico), presentando un rapporto sui migranti. Perfino le due più grandi compagnie aeree americane – American Airlines e United Airlines- hanno sentito il dovere di dissociarsi, chiedendo al governo americano di non utilizzare i loro aerei per trasportare i bambini separati dalle famiglie: Non abbiamo alcun desiderio di esser associati alle separazioni o, peggio, di trarre profitto da esse”, ha fatto sapere la prima; “La nostra compagnia – ha affermato United – ha l’obiettivo condiviso di mettere in connessione tra loro le persone e di unire il mondo. L’impatto di questa policy (la separazione dei bambini dalle famiglie, ndr) su migliaia di bambini entra in conflitto profondamente con la nostra missione e non vogliamo esserne parte”.

All’Amministrazione Trump non è rimasto altro che cambiare registro. Il segretario alla Sicurezza interna, Kirstjen Nielsen – duramente contestata mentre mangiava in un ristorante messicano; un manifestante ha urlato, “se i bimbi non mangiano in pace, neanche te!” – ha messo a punto un provvedimento e lo ha portato sul tavolo di Trump: i bambini dei migranti verranno detenuti insieme con i genitori in apposite abitazioni fornite dal Pentagono.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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