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Sum#01, la kermesse 5 Stelle nelle parole dei protagonisti

L’officina H della Olivetti, l’azienda che negli anni ’80 avrebbe potuto diventare la risposta europea alla Apple e il cui inglorioso destino veniva additato da Beppe Grillo a esempio della decadenza industriale italiana molti anni prima della nascita del Movimento. E’ questa la sede scelta da Davide Casaleggio per Sum#01, la manifestazione dedicata alla memoria del padre – il fondatore Gianroberto Casaleggio, morto esattamente un anno prima – che ha raccolto a Ivrea lo stato maggiore dei Cinque Stelle e una vasta platea di ospiti, esperti, simpatizzanti o veri e propri outsider. “Non è una Leopolda”, premettono tutti, interpellati dai giornalisti. Eppure l’appuntamento di Ivrea è quanto di più simile a un convegno di partito che sia avvenuto finora in casa pentastellata.

La politica è apparentemente bandita dal dibattito. “Oggi non stiamo parlando di governo, parliamo di futuro”, ha esordito Casaleggio, “questa è una vecchia fabbrica della Olivetti, qui è anche il posto dove ha iniziato a lavorare mio padre. L’Olivetti ha lasciato un’aura in questo Paese, volevamo intercettarla. Oggi abbiamo invitato esperti, studiosi e anche giornalisti per parlare di futuro”. “Oggi è un momento di confronto non una prova di governo”, gli fa eco Paola Taverna, “ci aspettiamo di imparare ad ascoltare una visione del mondo anche da altri punti di vista. Un evento dedicato al futuro non può avere una visione unilaterale, è un regalo che stiamo facendo a Gianroberto perché quello che lui immaginava non venga dimenticato”.

“La sfida è cambiare la società”

“Non è una kermesse del M5S oggi facciamo parlare esperti di vari campi, la sfida è cambiare la societa’: Le istituzioni sono uno strumento per cambiare la società e migliorarla”, puntualizza il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, “questa è una giornata in cui ricordiamo Gianroberto Casaleggio parlando di futuro, non va derubricata a kermesse politica, non c’entra niente la Leopolda”. Quindi “Le persone che sono qui hanno la loro indipendenza personale e professionale” e “la politica qui fa lo spettatore”.

“Da quando è nato il Movimento la ricerca ossessiva è stata non capirne le idee ma tentare di etichettarlo sempre ed anche qui sembra più interessante dare un nome, quindi una forma, all’evento piuttosto che riportare le idee che sono contenute nei discorsi delle persone che intervengono. Mi sembra la differenza tra il vecchio e il nuovo”, spiega invece Alessandro Di Battista. Lo chiedono anche a lui: “No, non è una Leopolda”. 

E sulla Siria Di Battista attacca Gentiloni

“Ci sono state parole gravissime anche pericolose da parte del premier”, ha aggiunto Di Battista a proposito dei venti di crisi internazionale che soffiano sul mondo” un presidente del consiglio che conosce bene l’articolo 11 invita alla pace, al dialogo tra federazione russa e Stati Uniti, perché avere le navi da guerra americane e russe nel Mediterraneo non aiuta nessuno. L’Italia deve stare fuori, non deve intervenire, deve ribadire che senza Nazioni Unite che intervengono questo mondo non è sicuro e deve invitare alla pace, alla distensione e al dialogo. Noi non ci dobbiamo infilare, ci siamo infilati in Iraq e guarda i risultati, in Afghanistan e guarda i risultati, e ci siamo piegati ai diktat di Sarkozy e Obama per l’intervento in Libia con l’esito che oggi la Libia è un Paese che non esiste”. “Per noi è compito dei popoli destituire i dittatori, non era il M5s a baciare le mani a Gheddafi e non era un rappresentante dei M5s ad andare da Assad nel 2010 come fece Napolitano. Se pensiamo che per buttare giù Assad iniziamo con le bombe poi ci ritroviamo un’altra Libia e un altro Iraq”. 

Le sindache in platea

“Sono qui per ascoltare e imparare”, dice la sindaca di Roma Virginia Raggi. “Le persone che governano devono sapere dove andare. Il fatto che voi mi chiediate perché – ha aggiunto rivolta ai giornalisti – dimostra come i politici si sono mossi fino ad oggi, avendo una prospettiva al massimo lunga quanto il loro mandato. Noi siamo qui per  cambiare il futuro, un gruppo di persone che studia, che si impegna con lungimiranza”. Chiara Appendino, da parte sua, dribbla le domande su una sua possibile candidatura a premier: “Io sono la sindaca di Torino e lo sarò per altri quattro anni”:

Il giallo del forfait di Nespoli

“E’ successo un fatto indegno. Aspettavamo tutti oggi un astronauta italiano, Paolo  Nespoli, che doveva venire a  raccontarci il suo viaggio nello spazio e, invece, non è venuto”, racconta Gianluigi Nuzzi, che avrebbe dovuto introdurre l’incontro con Nespoli alla ripresa dei lavori nel pomeriggio Nuzzi non ha spiegato i motivi dell’assenza di Nespoli lasciando sul palco una sedia vuota. Subito dopo Franco Bechis, che avrebbe dovuto fare l’intervista all’astronauta italiano, ha aggiunto: “Non ha avuto il permesso di essere qui”.
Al termine dell’incontro Nuzzi ha spiegato: “Paolo Nespoli deve partire a luglio per la sua ultima missione. Voleva venire perché questo è un incontro in cui persone libere possono confrontarsi, ed avevamo avuto tutti gli ok, poi ieri è arrivata la notizia ufficiale e, quindi, Nespoli non può salire su questo palco”. “Non voglio pensare male – ha detto ancora Nuzzi, lasciando un casco sulla sedia che avrebbe dovuto occupare l’astronauta – non voglio pensare che qualcuno glielo abbia impedito”.

Mentana e Di Pietro, gli outsider

C’è anche l’ex pm di Mani Pulite Antonio Di Pietro tra il pubblico: “Sono qui per rispetto e ricordo di una persona con cui ho lavorato, Gianroberto Casaleggio, che ho apprezzato molto. Prima del M5S aveva curato la parte informatica del mio movimento. Sono qui per rivedere gli amici della Casaleggio Associati. Inoltre, sono qui perché sollecitato dal titolo dell’incontro ‘capire il futuro ‘e mi auguro che si possa anche trovare la strada per un futuro migliore “.Per Di Pietro “il grande merito del M5S è stato quello di avere indirizzato la rabbia, la delusione, l’amarezza del popolo italiano all’interno delle urne e non a sfasciare vetrine, incendiare auto e commettere atti anche peggiori”.

“Non sono diventato casaleggiano, sono quello che ero prima, non c’è stata alcuna mutazione genetica”, ha detto Enrico Mentana, direttore di TgLa7 tra gli oratori, “ho detto quello che pensavo, è importante avere occasioni di confronto con le persone che pensano con la loro testa”.

“Il futuro è già presente”

E’ toccato a Davide Casaleggio, accolto da un lungo applauso, quasi una standing ovation, tirare le somme: “Ringrazio quanti hanno permesso questa giornata, un grande gruppo di amici e colleghi di mio padre. Oggi abbiamo avuto alcune delle menti migliori del Paese a parlarci di futuro per riuscire a capire in che direzione vogliamo andare. Abbiamo avuto qui una sala pienissima e molti ci hanno seguito a distanza, la sola nostra pagina Fb è stata seguita in diretta da mezzo milione di persone”. Davide Casaleggio ha invitato poi i presenti a prendere i fogli in distribuzione “con alcune delle frasi che più piacevano a mio padre sul futuro”. Casaleggio ha concluso citando la frase ‘il futuro è già presente, basta saperlo vedere’, richiamata questa mattina da Fabio Vaccarono, ad di Google Italia nel suo intervento. “E’ stato meraviglioso”, il laconico commento di Beppe Grillo.

 

 

 

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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