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Summit in Vaticano sul Medio Oriente: “Proteggere le minoranze”

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Sfollati in fugaSfollati in fuga.

Marco Tosatti –
Roma –

La prima giornata di lavori del “vertice” voluto da papa Francesco in Vaticano sulla crisi che sta dilaniando il Medio Oriente, e il dramma dei cristiani, ha visto ieri la presenza del Pontefice. Oggi il summit è entrato nel suo secondo giorno di lavori, marcati dalla presenza di alcuni Nunzi del Papa nella regione, e dei responsabili di Dicasteri e uffici della Santa Sede. Padre Federico Lombardi ha fatto sapere con un comunicato ufficiale che questa mattina il “Ministro degli Esteri” del Papa, cioè il responsabile della seconda sezione della Segreteria di Stato, monsignor Dominique Mamberti, ha svolto una presentazione generale sulla situazione politica in Medio Oriente e sui principi ispiratori dell’azione della Santa Sede, rilevando le ripercussioni a livello globale di quanto accade nella regione.

 

Il Segretario per i Rapporti con gli Stati ha sottolineato nel suo discorso che la pace va cercata tramite una soluzione “regionale” e comprensiva, che non trascuri gli interessi di nessuna delle parti, tramite il dialogo e non con scelte unilaterali imposte con la forza. È il principio che guida di norma la diplomazia della Santa Sede, ma che nella situazione attuale, in cui le minacce di interventi armati e di ridistribuzione arbitraria di confini e territori appare tutt’altro che inimmaginabile, le sue parole assumono un significato preciso e pregnante.

 

Il grande fatto nuovo e inquietante naturalmente è rappresentato dall’improvviso emergere dello Stato Islamico, un fenomeno estremamente pericoloso. Mamberti, fa sapere il comunicato della Santa Sede, con riferimento al fenomeno del terrorismo ha ribadito l’importanza di combattere il fondamentalismo che ne sta alla base. Ancora una volta è stato chiamato in causa il ruolo importante che dovrebbe essere svolto dai leader religiosi, favorendo il dialogo interreligioso e in particolare la collaborazione di tutti per il bene della società. “La Santa Sede – afferma il comunicato – nel seguire la situazione politica in Medio Oriente e in genere nel rapporto con i Paesi a maggioranza musulmana ha sempre presenti come questioni fondamentali la protezione e il rispetto dei cristiani e degli altri gruppi minoritari come cittadini a pieno titolo, e dei diritti umani, in particolare quello della libertà religiosa”. Diritti che come abbiamo visto – e continuiamo a vedere – i terroristi dello Stato Islamico calpestano senza esitazione.

 

L’altro grande tema della giornata di lavori è stato costituito dalla situazione in Terrasanta. Ha preso la parola il nunzio in Israele e delegato apostolico per Gerusalemme e la Palestina, monsignor Giuseppe Lazzarotto, che ha presentato una relazione sul conflitto Israelo-Palestinese e sulla presenza dei cristiani in Terra Santa. Centrale, per la stabilizzazione del Medio Oriente e per la pace della regione, è la soluzione del conflitto israelo-palestinese.

Infatti, dopo tanti anni questo continua a essere irrisolto, con le gravissime conseguenze regionali e mondiali che implica. Il Nunzio ha ricordato come si fossero aperte speranze di pace con il pellegrinaggio di papa Francesco in Terra Santa, seguito dallo storico momento di preghiera nei giardini vaticani, con la partecipazione di Shimon Peres e di Abu Mazen e il successivo incontro di preghiera in Vaticano. Ma, ha sottolineato il Nunzio, il recente conflitto a Gaza ricorda che la situazione è grave  e difficile, ma bisogna rinnovare gli sforzi diplomatici per una soluzione giusta e duratura che rispetti i diritti di ambedue le parti in conflitto.

 

Dopo un momento di dialogo, il segretario del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, monsignor Brian Farrell, ha svolto la sua relazione sui rapporti della Chiesa cattolica con le altre Chiese e le confessioni cristiane in Medio Oriente.

 

Altre relazioni previste nel corso dei lavori: il ruolo della Chiesa di fronte al dramma dei profughi e nella promozione della giustizia e della pace, presentate, rispettivamente, dal Segretario del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti e dal Prefetto del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace.  A chiusura della giornata la preghiera dei Vespri e una cena fraterna presso la Domus Sanctae Marthae. Domani, giornata conclusiva del vertice, è prevista la celebrazione della Messa nella Cappella paolina del Palazzo apostolico, presieduta dal segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin, seguita da uno scambio di idee in vista delle conclusioni e indicazioni operative, frutto di questi giorni di studio e di riflessione.

Fonte

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