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Sunniti contro sciiti: la mappa dello scontro

La rivalità tra sunniti e sciiti che infiamma il Medio Oriente ha 1.400 anni – lo scontro dottrinale risale infatti alla morte di Maometto – ma è deflagrata con le Primavere arabe che hanno rovesciato regimi e riacceso appetiti di dominio regionale dei due grandi sponsor, l’Arabia saudita sunnita, da una parte, e l’Iran sciita, dall’altra.

Sunniti vs Sciiti, una questione (anche) di numeri

I sunniti nel mondo sono l’80% dei musulmani contro il 15% degli sciiti. Il restante 5% si divide in correnti minori, i ‘sufi’ è la più diffusa. Rispetto al dato complessivo dei 49 Paesi a maggioranza musulmana, però, in Medio Oriente la forbice tra i due rami dell’Islam è molto più ridotta: tre sciiti per ogni cinque sunniti.

Gran parte degli sciiti si concentra in Iran, dove i sunniti sono solo otto milioni, l’11% della popolazione. Gli sciiti sono maggioranza anche in Azerbaigian, Iraq (dove governano dalla caduta del sunnita Saddam Hussein) e Bahrein. Quest’ultimo, isola-Stato del Golfo Persico, è retto però dalla casa sunnita dei Khalifa. Il 70% degli sciiti vive in questi quattro Paesi.

Il ‘caso’ Siria…

C’è poi la Siria, Paese a maggioranza sunnita governato dalla famiglia Assad e da un giro di potenti funzionari, tutti sciiti della setta alauita. Dal 2011 è iniziata una rivolta che si è trasformata in una guerra civile, con il presidente Bashar al-Assad appoggiato dall’Iran sciita contrapposto a una galassia di milizie per lo più sunnite (e curde) che vanno dall’Isis ai ribelli addestrati dagli Stati Uniti. 

Tutti questi Paesi fanno parte della cosiddetta “Mezzaluna sciita”, una cintura che comprende movimenti sciiti in India e Pakistan, soprattutto nel Kashmir, e attraversa Iran, Iraq, Siria, l’est dell’Arabia Saudita, il Bahrein fino al Libano, dove ci sono le milizie sciite di Hezbollah e un rapporto numerico quasi paritario con i sunniti, e allo Yemen.

…e il rebus Yemen

Proprio lo Yemen è un caleidoscopio dello scontro settario interno all’Islam: nel 2015 una coalizione a guida saudita è intervenuta militarmente per rovesciare le milizie sciite Houthi che avevano preso il potere. Negli ultimi tempi, però si registrano frizioni anche nel fronte sunnita fra l’esercito fedele al presidente filo-saudita, Abdrabbuh Hadi, e i miliziani del Movimento del Sud appoggiati dagli Emirati arabi uniti.

Il fronte sunnita è guidato dall’Arabia Saudita, custode dei Luoghi Santi dell’Islam, ma è maggioranza anche negli Emirati arabi, in Qatar, Kuwait, Egitto, Giordania, Turchia, Pakistan e Afghanistan. Un saudita su quattro aderisce al wahabbismo, variante ancora più estrema e puritana dell’Islam.

Articolo originale Agi Agenzia Italia

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