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Suora lesbica di Napoli lascia la tonaca per il sogno d’amore: “Vorrei sposarmi. I peccatori sono quelli che fanno sesso in convento”

suora-suora-618x400A cura di Carlo Porcaro

La tonaca era la costrizione del suo cuore, prima che del suo corpo. Come un vestito talmente stretto da soffocare. Ora la suora originaria di Napoli, Lucia – nome di fantasia che scegliamo per coprire la sua volontà di non infliggere nuovi colpi ai genitori già sofferenti – ha scelto di vivere a pieno le emozioni della vita. Ha abbandonato l’insegnamento ed è andata a vivere con la donna che l’ha salvata, rendendola consapevole di un’omosessualità di fatto incompatibile con la tonaca. A RETENEWS24 ha raccontato com’è maturata questa scelta estrema e coraggiosa, il sogno di sposarsi “ma in Italia”, l’appello alle consacrate a non seguire gli schemi sociali, perché “siamo tutti figli di Dio e per amare il prossimo bisogna volersi bene”.

Perché ha deciso di lasciare il suo ordine?

Ho deciso di lasciare il mio ordine religioso quando quella vocina dentro di me – che mi parlava e mi diceva che ero diversa dalle mie amiche da quand’ero piccola – è diventata insistente e impossibile da zittire. Ogni giorno della mia vita consacrata è stato all’insegna della sofferenza interiore e dei rimorsi verso Cristo a cui mi ero votata e che sentivo di tradire con i miei dubbi. Incontrare l’amore mentre ero ancora suora è stata per me la conferma che Cristo stesso voleva che io fossi felice”. 

Da suora quindi era infelice? Ora che convive con la sua compagna invece qual è il suo stato d’animo?

“Prima non ero infelice, vivevo nel caos totale, in balia di quello che io chiamo “il mare delle altrui volontà”. Non ero abbastanza forte per ribellarmi, non ero abbastanza consapevole della mia identità. Quando la mia omosessualità si è mostrata con tutta la sua forza, l’ho seppellita compiendo quella scelta che purtroppo è stata ed è ancora comune a molte religiose e sacerdoti e cioè consacrarsi a Dio, pur di non contravvenire agli schemi sociali e morali della propria famiglia. Ora non posso dire di essere completamente felice, ma ho scelto di volermi bene e di questo non riesco a pentirmi. E chi si vuole bene riesce a volere bene anche agli altri”.

Che cosa pensa delle coppie di fatto, sia eterosessuali che omosessuali?

“Recentemente il Papa ha parlato di nuove sfide educative che le coppie di fatto omo e etero pongono alla Chiesa e alla società. Questa è una presa di coscienza della nostra esistenza, ma non certo della nostra accettazione. Di gay e lesbiche ne conosco tantissimi e molti di questi appartengono proprio al mondo religioso. Non dico che la nostra accettazione dovrebbe portare al matrimonio in Chiesa o ad una particolare benedizione, ma almeno un abbraccio, uno sguardo benevolo che dice “anche il vostro è amore autentico. E se ami una persona del tuo stesso sesso non devi farti suora o prete perché è peccato, ma devi vivere e sentirti amato perché anche tu sei mio fratello, anche tu sei figlio di Dio!”.

Il sesso è considerato un tabù…

“Il sesso non finalizzato alla procreazione non è quella pratica perversa che molti credono: è l’unione tra due esseri umani che scelgono di amarsi non solo con le parole, ma anche con i gesti per tutta la vita. Mi creda, vorrei gridare a chi ci condanna come peccatori se è più peccaminoso chi decide di spogliarsi o chi continua a vivere da religioso e nel frattempo violenta i bambini o consuma rapporti sessuali nei seminari o nei conventi e il giorno dopo continua a diffondere il verbo di Cristo?”.

Vorrebbe sposare la donna che ama?

“Convivo con la donna che amo, che mi ha salvato dall’ipocrisia e dall’inganno verso Cristo in cui continuo a credere profondamente. E mi piacerebbe tanto sposarla, almeno civilmente. L’amore si dichiara con le parole, ma acquista forza sulla carta e io vorrei gridare tanto alla comunità quanto ci amiamo. Ma non andremo all’estero perché siamo italiane e aspettiamo che qualcosa possa cambiare. Per quanto riguarda l’adozione dei figli per le coppie gay ho forti dubbi. Da ex insegnante so perfettamente il valore della diversità educativa, dell’importanza dei ruoli nell’educazione dei bambini”.

La sua storia rappresenta il trionfo dell’amore?

“Non so se la nostra storia sia il trionfo dell’amore, perché dietro di sèha portato un mare di sofferenza per le nostre famiglie. Sicuramente ha rappresentato il trionfo della felicità e la nascita di due persone nuove. Due persone che riescono ad essere migliori anche nella società. Una suora infelice e isterica non sarà una buona suora e un prete represso non sarà un buon pastore. Se non è il trionfo dell’amore, è il trionfo del nostro amore, della dignità e del rispetto verso se stessi”.

Insomma, il vostro legame è pienamente compatibile con la fede.

“Per amare il prossimo bisogna prima volersi bene. E Cristo non vuole figli che non si vogliono bene. E le assicuro che di religiosi che non si vogliono bene, che hanno messo da parte la loro volontà ce ne sono tantissimi. Basta guardare i loro occhi in cui non brilla la luce della fede, ma la fiamma del rancore”.

http://www.retenews24.it/rtn24/inchieste/suora-lesbica-di-napoli-lascia-la-tonaca-per-il-sogno-damore-vorrei-sposarmi-peccatori-sono-quelli-che-fanno-sesso-convento/

Fonte

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