TwitterFacebookGoogle+

Svolta Cina-Vaticano, verso l'accordo su nomine vescovi

Pechino – Cina e Vaticano sono sempre più vicini all’accordo sulla nomina dei vescovi, dopo oltre sessanta anni di interruzione dei rapporti diplomatici. Secondo fonti vicine alle trattative, è già pronto un compromesso tra le parti per l’accettazione da parte di Papa Francesco di otto vescovi nominati dal governo cinese, di cui tre in precedenza scomunicati, anche se resterebbero altre questioni irrisolte tra Pechino e la Santa Sede. I negoziatori sono in attesa della decisione finale del Papa, prima che la parola passi a Pechino.

Cardinale Zen, “Chiesa non cada nell’inganno”

L’accordo prevederebbe che le autorità cinesi presentino una rosa di nomi al Vaticano tra cui scegliere un vescovo: il Papa potrebbe anche rifiutare tutte le opzioni, chiedere nuovi nomi o indagare sul passato dei candidati prima di procedere a un’eventuale approvazione. L’accordo non sarebbe il migliore in assoluto per il Vaticano, ma si tratterebbe secondo fonti della Santa Sede di un primo storico passo dal 1951, quando fu espulso l’ultimo nunzio apostolico dalla Cina due anni dopo la nascita della Repubblica Popolare. Papa Francesco ha di recente usato toni concilianti con Pechino, durante il viaggio di rientro a Roma dall’Azerbaigian, spiegando che i rapporti tra le due parti “devono essere fissati in un accordo: il processo è lento, ma le cose lente vanno bene” e tra Pechino e la Santa Sede ci sono “buoni rapporti: si studia, si parla, ci sono condizioni di lavoro”.

 
 
Lo stesso Papa Francesco aveva riferito dei progressi nei negoziati il 3 ottobre, nel volo di rientro dall’Azerbaigian. “Si parla, ci sono delle commissioni, io sono ottimista“, aveva spiegato. “Le relazioni tra Vaticano e Cina si devono fissare in un buon rapporto, ci vuole tempo. Le cose lente vanno bene, quelle fatte in fretta non vanno bene. Il popolo cinese ha la mia stima”, aveva detto il Papa ai giornalisti. “Tra Vaticano e Cina sono ripresi i contatti. Il mio auspicio è che questo cammino iniziato possa possa andare avanti e concludersi con un accordo a benefico della Chiesa in Cina, di tutto il popolo cinese ma anche della pace mondiale”, aveva riferito da parte sua il segretario di Stato, Pietro Parolin in una lectio magistralis tenuta recentemente a Pordenone.
“Oggi, come allora – aveva detto il primo collaboratore di Papa Francesco nel suo intervento – molte sono le speranze e le attese per nuovi sviluppi e una nuova stagione nei rapporti tra la Sede Apostolica e la Cina, a beneficio non solo dei cattolici nella terra di Confucio, ma dell’intero Paese, che vanta una delle più grandi civiltà del pianeta. Oserei dire – aveva aggiunto il segretario di Stato – che tutto ciò sarà a beneficio anche di una ordinata, pacifica e fruttuosa convivenza dei popoli e delle Nazioni in un mondo, come il nostro, lacerato da tante tensioni e da tanti conflitti”. 
Secondo Parolin, occorre scrivere oggi “una pagina inedita della storia, guardando avanti con fiducia nella Provvidenza divina e sano realismo, per assicurare un futuro in cui i cattolici cinesi possano sentirsi profondamente cattolici, ancor piu’ visibilmente ancorati alla salda roccia che, per volonta’ di Gesu’, e’ Pietro, e pienamente cinesi, senza rinnegare o sminuire tutto quello che di vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, ha prodotto e continua a produrre la loro storia e la loro cultura”.

Il dialogo a distanza tra Cina e Vaticano si è intensificato nelle ultime settimane. Pechino ha sottolineato in più occasioni la “sincerità” nel promuovere le relazioni con la Santa Sede e la posizione “coerente e chiara” sui principi. Tra Cina e Vaticano ci sono “solidi ed efficaci canali per il dialogo”, ha in più occasioni dichiarato il ministero degli Esteri di Pechino, che solo pochi giorni fa, il 21 ottobre, aveva parlato di “sforzi congiunti con il Vaticano per incontrarci a metà strada” e continuare a promuovere le relazioni bilaterali sulle voci di un possibile accordo.

Il sinologo, intesa rischia di dividere i cattolici

Tra i segnali positivi nelle relazioni tra Cina e Vaticano, il quotidiano Global Times che fa capo al Quotidiano del Popolo, organo di stampa ufficiale del Partito Comunista Cinese, cita anche l’incontro tra Papa Francesco e il vescovo di Suzhou, Xu Honggen, che ha visitato il Vaticano nelle scorse settimane. Anche per il Global Times, il possibile accordo sarebbe “la più grande svolta nelle relazioni tra Cina e Vaticano degli ultimi sessanta anni”. (AGI) 

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.