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Tangenti Roma, le opposisizioni "Alfano si dimetta"

Roma – Non accennano a placarsi le polemiche politiche su Angelino Alfano, oggi le opposizioni hanno chiesto le sue dimissioni. Il nome del ministro degli Interni è spuntato in alcune intercettazioni telefoniche dove si parlava della nomina a dirigente di Postecom (società dei servizi internet di Poste Italiane) del fratello Alessandro. Le telefonate sono state esaminate nell’ambito dell’inchiesta ‘Labirinto’, che ha portato all’arresto di 24 persone per un giro di tangenti nella Capitale. Tra gli indagati il parlamentare Ap  Antonio Marotta e l’ex sottosegretario nel governo Berlusconi Giuseppe Pizza. 

Il primo a chiedere le dimissioni di Alfano è il leader della Lega Matteo Salvini in un post su facebook. “Ministro Alfano, faccia una cosa giusta: dimissioni. Non per l’assunzione del fratello alle Poste o per quello che avrebbe fatto il padre, ma per la sua totale incapacità di difendere i confini e la nostra sicurezza, i cittadini italiani e le stesse Forze dell’Ordine. #angelinoacasa”.

Della stessa idea il Movimento Cinque Stelle. “Poste Italiane SpA, sta per ‘Poste Italiane Societa’ per Alfano”? Le intercettazioni telefoniche inchiodano letteralmente il ministro degli Interni del Governo Renzi. Tra il padre che invia 80 curriculum alle Poste e l’assunzione del fratello del ministro nella stessa società, dovrebbe rassegnare oggi stesso le dimissioni”. Lo dichiarano i capigruppo M5S di Camera e Senato Laura Castelli e Stefano Lucidi. “Tra l’altro il caso dell’assunzione del fratello di Alfano fu denunciato nel 2013 dal Movimento 5 Stelle il 18 settembre 2013 in una interrogazione a prima firma Andrea Coletti che non ha mai avuto risposta” continuano Castelli e Lucidi. “Chiediamo le immediati dimissioni del ministro degli Interni, se vuole per chiederle siamo pronti ad inviare un raccomandata senza ricevuta di ritorno tramite “Poste Società per Alfano”…” concludono i capigruppo M5S.

Dopo la Lega Nord e il Movimento Cinque Stelle, anche Sinistra Italiana chiede le dimissioni del ministro dell’Interno Angelino Alfano. “Le vicende familiari, sulle quali avevamo presentato una interrogazione gia’ nel 2013 senza ottenere nessuna risposta, e quelle di alcuni esponenti del partito del Ministro dell’Interno sono gravi e destano parecchie preoccupazioni. L’Italia, in un momento così particolare, non può avere a capo del Viminale un ministro dimezzato e distratto da altro. Alfano faccia un gesto di responsabilita’ e si dimetta”, afferma il capogruppo dei deputati di Sinistra Italiana Arturo Scotto.

“Oggi la barbarie illegale arriva a farmi scoprire, dalle intercettazioni tra due segretarie, che un uomo di ottant’anni, il cui fisico e’ da tempo fiaccato da una malattia neurodegenerativa che non lo rende pienamente autosufficiente, avrebbe fatto ‘pressioni’ presso le Poste per non so quale fantastiliardo di segnalazioni”. Il ministro dell’Interno e leader del Ncd, Angelino Alfano, torna sugli sviluppi dell’inchiesta “Labirinto”. 
“Le due signore che parlano, anche insultandomi, non so chi siano – sottolinea Alfano – ma quell’uomo lo conosco bene perche’ e’ mio padre ed e’ indegno dare credito e conto a cio’ che i magistrati avevano scartato dopo avere studiato.
Nel frattempo, il contenuto reale dell’inchiesta giudiziaria passa in secondo ordine in spregio ai tanti uomini dello Stato che a quella inchiesta si sono applicati”.

A difendere il ministro degli Interni è Maurizio Lupi, presidente dei deputati di area popolare che dichiara: “Trovo indecente lo sciacallaggio mediatico che si nutre di bocconi di intercettazioni ritenute irrilevanti dai magistrati che le hanno visionate ma date in pasto illecitamente da qualche manina alle redazioni dei giornali. Angelino Alfano e le persone a lui care si ritrovano così sbattute in prima pagina per il contenuto di telefonate in cui persone terze parlando fra loro citano presunti fatti di favoritismi tutt’altro che dimostrati e che sia nel tono che nel contenuto sanno di millanterie”.

“Sono vicino – continua Lupi – personalmente e politicamente ad Angelino, che non è solo il leader del mio partito ma soprattutto un amico”. “Credo che un paese civile, dove la parola giustizia abbia ancora un senso, non dovrebbe tollerare questo scempio e queste gogne mediatiche fondate sul nulla” chiosa Lupi.(AGI) 

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