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Tasi: la Chiesa paga (per ora) la tassa sulla casa

Vaticano tassa casadi  Alessandro D’Amato  – 04/03/2014 – Le regole del balzello: il governo in futuro potrebbe decidere alcune detrazioni

Per adesso la formulazione della Tasi così com’è pubblicata in Gazzetta Ufficiale costringe la Chiesa a pagare la tassa sulla casa. Le polemiche sul punto, quindi, per ora, sembrano essere fuori tempo massimo, come spiega oggi il Messaggero. Ma il giornale romano ricorda anche che le cose potrebbero cambiare:

Se la scelta originaria sarà confermata, saranno esplicitamente esentati dal nuovo tributo solo i circa 25 edifici che in base ai Patti Lateranensi sono riconosciuti extraterritoriali o comunque esenti da ogni forma di prelievo. L’inserimento di quest’ultima clausola è stata una forma di prudenza da parte dell’esecutivo, visto che comunque il Concordato tra Stato e Chiesa è in vigore. Mancava invece un riferimento diretto agli edifici di culto, che con l’Ici e poi con l’Imu erano esplicitamente esclusi dall’applicazione dell’imposta. L’orientamento del governo potrebbe comunque non essere definitivo.

La rinuncia a definire il tema in forma specifica apre la strada a due possibilità:

L’esecutivo potrebbe riservarsi la facoltà di farlo in unmomento successivo, durante l’iter parlamentare del decreto. In questomodo ci sarebbe tempo per valutare tutte le implicazioni e apportare i necessari aggiustamenti. L’altra opzione è sfruttare la natura federale del tributo e lasciare la decisione finale ai singoli Comuni, che nell’ambito dei propri margini di manovra potrebbero decidere per un’esenzione piena agli immobili ecclesiastici ed eventualmente a quelli delleOnlus, oppure prevedere comunque detrazioni o trattamenti differenziati. Qualora il governo tornasse sui suoi passi, la scelta potrebbe cadere su un regime simile a quello utilizzato attualmente per l’Imu, che nasce a sua volta da anni di ambiguità a proposito del campo di applicazione dell’Ici, la precedente imposta comunale sugli immobili.

Ma bisogna stare attenti, visto che l’Italia è sotto la lente di Bruxelles:

L’assetto definito per rispondere alle obiezioni dell’Unione europea,ma finora non ancora andato a regime, prevede accanto all’esenzione totale per i luoghi di culto propriamente detti un regime misto per gli altri immobili, che siano di proprietà della Chiesa cattolica oppure di altre confessioni religiose o ancora di associazioni no profit. Per ciascun immobile deve cioè essere verificato il tipo di utilizzo che ne viene fatto: per le parti in cui si tratta di un’attività commerciale (un negozio, una scuola con rette di iscrizione, una clinica e così via) l’imposta è dovuta, per le altre no.

http://www.giornalettismo.com/archives/1390575/tasi-la-chiesa-adesso-paga-per-ora-la-tassa-sulla-casa/

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