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Tasse evase e legami filo-russi, anche Trump nel ciclone

New York – A una settimana dal voto per le presidenziali americane, Donald Trump torna nel mirino per la sua spregiudicatezza. Secondo il New York Times, negli anni Novanta usò stratagemmi di dubbia legalità per evitare le imposte, tanto che gli stessi suoi avvocati gli consigliarono di evitarli se non volesse incorrere nei controlli dell’Irs, l’agenzia americana di riscossione delle imposte. Trump si vanta spesso di non aver pagato un centesimo in tasse per anni, sostenendo di aver utilizzato semplicemente scappatoie messe a disposizione dal fisco e che sono assolutamente legali; e anzi rimprovera alla sua rivale, la candidata democratica, Hillary Clinton, di non aver mai provato a cambiare le leggi cosi’ favorevoli ai milionari, in anni al Senato. Adesso il quotidiano sostiene che Trump non denunciò milioni di dollari di reddito. In realtà non è possibile verificarlo perché Trump è l’unico candidato alla Casa Bianca a non aver pubblicato la dichiarazione dei redditi. Ma gli esperti fiscali chiamati dal New York Times a consultare i nuovi documenti sostengono che egli potrebbe essersi spinto “oltre il consentito”. Il miliardario newyorkese è anche nel mirino dell’Fbi che, investita dalle polemiche per la nuova indagine sulle mail del braccio destro della Clinton, Huma Abedin, secondo la rete Nbc ha aperto un’inchiesta sui presunti legami dell’ex manager della campagna di Trump, Paul Manafort, con la Russia. No comment da parte del Bureau. Manafort il 19 agosto si è dimesso dallo staff del magnate in seguito alle polemiche per i suoi legami con elementi filo-russi in Ucraina.

Battaglia in Florida, Pennsylvanya, Wisconsin

‘EMAILGATE’ NODO DEL CONTENDERE MA NON INCIDE SUI SONDAGGI
Malgrado l’eco sulla stampa e lo scambio di accuse tra democratici e repubblicani, l’impatto della nuova indagine avviata dall’Fbi sulle mail della fedelissima di Clinton, Huma Abedin, trovate sul pc dell’ex marito, Anthony Weiner, è stato finora estremamente limitato sui sondaggi. Lo conferma l’ultimissimo sondaggio ‘Washington Post/Abc’ che vede Clinton in vantaggio di un solo (statisticamente irrilevante) punto: 46% contro il 45% di Trump a livello nazionale. E invece si conferma che entrambi i candidati restano i più impopolari della storia Usa: il 60% detesta Hillary e Trump la segue nella non invidiabile classifica, seppur staccato di due punti. Clinton va meglio nell’ultimo sondaggio Nbc: stacca ancora di 6 punti (47 a 41%) il rivale repubblicano. Il sondaggio sottolinea come gli ultimi sviluppi sull’Emailgate siano “importantissimi” per il 93% dei repubblicani ed altrettanto solo per il 17 dei democratici. 

Che cos’è l’emailgate e perché fa paura

CLINTON GIOCA LA CARTA DI TRUMP ‘STRANAMORE’
Se non bastasse, a mettere sotto pressione Trump c’è anche l’ultima mossa politica della rivale democratica, tornata a giocarsi una carta collaudata: la denuncia del pericolo rappresentato da Donald Trump qualora dovesse ottenere il controllo dell’arsenale nucleare americano.
A Kent, in Ohio, uno degli ‘swing States’ dove la sua vittoria non è affatto scontata, si è fatta introdurre da Bruce Blair, uno dei 10 ex ufficiali addetti al lancio di missili balistici nucleari, che hanno firmato una lettera aperta contro Donald Trump. E poi ha attaccato: “Ve lo immaginate nello Studio Ovale, di fronte a una vera crisi?”. “Immaginate se ci fa piombare in una guerra perché qualcosa gli è andato storto: mi auguro che ci penserete quando metterete la vostra scheda nell’urna”. (AGI) 

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