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Tecniche di sopravvivenza della Chiesa Cattolica: il muta-morfismo

Tratto dalla raccolta di saggi semiseri intitolata Anche il Papa è ateo!, disponibile in formato cartaceo e digitale, anche in download gratuito!

Sono circa 2.000 anni che la Chiesa Cattolica abusa del suo potere diffondendo la pericolosa illusione d’un paradiso al di là di questo mondo.

La domanda che in molti si saranno posti è la seguente: come diamine avrà fatto a sopravvivere così a lungo?

Com’è possibile che il suo credo si sia mantenuto immutato nei secoli e i precetti formulati più di mille anni fa siano ancora oggi attuali?

Semplice, non è accaduto: le verità “scomode” sono state trasformate e riadattate di volta in volta in base alle rinnovate esigenze della società, con una tecnica che potremmo definire muta-morfismo.

Il meccanismo è tanto semplice quanto efficace e funziona all’incirca così: fin quando può evitarlo, la Chiesa è notoriamente statica e conservatrice; ma quando il contesto sociale lo rende necessario, improvvisamente diventa la regina del trasformismo.

In primo luogo, una nicchia di stregoni, che si è autoproclamata detentrice di verità assolute e indiscutibili in quanto direttamente ricevute da un loro amico immaginario, ha instaurato un culto religioso in modo da soddisfare determinate esigenze politico-economiche.

Storicamente parlando, si trattò di questioni di potere e profitto, e quindi, in sostanza, d’implementare una qualche dinamica di controllo sociale.

Per questo nacque la religione cattolica, per mettere un giogo immaginifico sulle spalle dei popoli.

Il tutto fu imposto a suon d’indottrinamento, per principio d’autorità e con la forza.

Nei secoli bui, vi erano delle zone del mondo in cui tutti erano cattolici, perché con quelli che ammettevano di non esserlo ci accendevano il fuoco.

I membri dell’Inquisizione agivano talmente in grazia di Dio, da far strappare la lingua a chi veniva accusato di blasfemia, spesso solamente perché contraddiceva la Verità con quella stessa ragione che il loro Dio ha donato all’umanità!

Ecco spiegata la genesi delle tanto sbandierate “origini cristiane” degli italiani, che poi, in verità, sarebbero greche, ma lasciamo stare…

Con il trascorrere degli anni, però, le condizioni sociali mutano: a questo punto, la strategia dei membri del Clero consiste nel rielaborare, trasfigurare, riadattare tutto ciò che è necessario alterare affinché la loro religione continui ad essere compatibile con lo “spirito del tempo”.

C’è da dire che, come la storia c’insegna, prima di riadattare la religione già in essere al mutare del mondo, gli stregoni daranno fondo a tutto il loro potere per adattare il mondo alla loro religione!

Ma se incidentalmente un tale processo impositivo dovesse rivelarsi fallimentare, o non potesse essere attuato, allora statene certi saranno ben disposti ad inventare nuovi precetti etico-morali, favolette da dare in pasto ai fedeli o quant’altro occorra fare.

Del resto, i testi sacri sono notoriamente incoerenti e contraddittori, quindi devono essere interpretati, e guarda caso gli unici che hanno ricevuto il diritto divino della corretta interpretazione sono proprio loro, gli stregoni della setta.

Ciò lascia ai membri della Chiesa un ampio margine di manovra, così ampio da poter giustificare tutto ed il contrario di tutto.

È lo stesso Papa Paolo VI a svelare la tecnica del muta-morfismo soventemente adottata dalla Chiesa nel corso della storia:

«Scrutando attentamente i segni dei tempi, cerchiamo di adattare le vie ed i metodi alle accresciute necessità dei nostri giorni ed alle mutate condizioni della società»[1].

Una frase che, detta da un Papa noto per aver vietato ai cattolici l’uso dei contraccettivi, suona un po’ strana…

V’è poi la spinosa questione della strategia d’adottare nei confronti della scienza.

Il problema scaturisce dalla (assai concreta) possibilità che qualcuno riesca a smascherare le presunte verità del credo utilizzando un approccio scientifico.

Il pericolo più grande è che la scienza, con i suoi risultati, possa erodere così tanto terreno alla Chiesa, da delegittimare definitivamente l’esistenza della religione cattolica.

La sette deve quindi reagire.

Inizialmente, l’istituzione millenaria usa tutto il suo potere per riportare la realtà all’ordine naturale delle cose, ovvero al loro ordine naturale.

Col passare del tempo, però, se le contraddizioni causate dalle nuove conoscenze scientifiche contrapposte alla presunta Verità di Dio diventano eclatanti e la Chiesa non può più usare la forza, gli stregoni si vedono costretti a ripiegare, “allineandosi” al pensiero contemporaneo nel migliore dei modi possibili.

Una riunione, una nuova edizione della dottrina, un po’ d’indottrinamento e via… il consenso ritorna e tutti vissero felici e potenti.

Ad esempio, fino a un certo punto della storia gli inquisitori non avevano problemi nel far torturare chi non avesse sostenuto il sistema geocentrico.

Successivamente, quando la scienza riuscì a dimostrare con prove incontrovertibili che essi erano in errore, come per magia, la posizione ufficiale cambiò.

Una nuova interpretazione del testo sacro e via, problema risolto!

La teoria dell’evoluzione è stata osteggiata strenuamente da parte della Chiesa insegnando il creazionismo persino nelle scuole, fin quando, ad un certo punto… colpo di scena:

Papa Giovanni Paolo II è costretto a cedere alla forza delle evidenze empiriche e decide di riabilitarla, affermando la compatibilità dell’evoluzione con la dottrina della Chiesa! E così via…

Com’è possibile che ciò accada?

Semplice: quando si tratta di religione tutto ciò che diviene imbarazzante o contraddittorio può sempre essere trasformato in metafora, allegoria o mistero della fede.

A tal fine, si può far ricorso a escamotages di ogni sorta, riassumibili con il termine di “mistificazioni”.

A seconda dei casi e delle circostanze è sufficiente utilizzare uno dei termini sopra citati unitamente a delle argomentazioni teologiche sviluppate appositamente per l’occorrenza e il gioco è fatto!

Ricapitolando: fin quando è utile o possibile, ogni membro delle religioni può sempre usare la forza della ragione, ma non appena la ragione non serve più, o non è più conveniente da utilizzare, allora si può affermare che si tratta di una questione al di là della ragione e ci si può appellare alla fede, al sovrannaturale o alla categoria del mistero…

Ebbene, con quest’ultima precisazione, le dinamiche di base caratterizzanti il muta-morfismo sono state illustrate.

Il guaio, però, è che alterando continuamente le proprie verità di fede si rischia di invalidare anche la propria religione: proprio così!

A titolo di esempio, esponiamo brevemente quello che potremmo chiamare il paradosso del cristiano evoluzionista.

L’argomento è il seguente: cattolici e cristiani non possono fare a meno di essere dei creazionisti che ammettono la realtà fattuale di Adamo, Eva, del serpente parlante e della celebre favoletta dell’albero dai frutti proibiti.

Il motivo è presto detto: se gli esseri umani non sono stati creati da Dio ma si sono evoluti, allora l’umanità non si è mai macchiata del peccato originale per colpa di Adamo ed Eva, dato che, se così fosse, quest’ultimi non sarebbero mai esistiti.

Ma se Adamo ed Eva non hanno commesso alcun peccato originale, da cosa è venuto a redimerci Gesù Cristo con la sua crocifissione?

Poiché lo scopo dell’incarnazione di Cristo è la redenzione dell’umanità dal peccato originale, ne consegue che se si nega il creazionismo allora la dottrina del cristianesimo risulta falsa, e quindi decade miseramente.

Pertanto, chi afferma di credere alle falsità diffuse dalla Chiesa, non può esimersi dal credere anche al creazionismo, ammesso che perlomeno voglia essere coerente.

La tecnica del muta-morfismo non viene attuata solo per le nuove e assai pericolose scoperte scientifiche, ma anche per eventuali questioni etiche e morali richieste a gran voce all’interno della società.

Ultimamente non è tanto la scienza a minare la stabilità della Chiesa, ma alcune questioni legate all’omosessualità, ai divorziati-risposati e alle coppie di fatto.

Il tutto è stato dibattuto all’interno del sinodo sulla famiglia, tenutosi in questi giorni.

Il messaggio che è stato veicolato dai media è che ci sono state delle aperture impensabili fino a qualche anno fa da parte della Chiesa, ma non temete, a parte le strategie di marketing di Papa Francesco, il tutto si è concluso con un nulla di fatto.

Pazienza, se ne riparlerà il prossimo anno.

Si sa, la Chiesa ha i suoi tempi, o meglio, ha bisogno di ulteriori pressioni esterne per cambiare, come al solito del resto, ma non temente quando sarà realmente necessario il muta-morfismo verrà applicato, potete starne certi.

Il vero scopo, per il momento, è stato comunque raggiunto ed era un obiettivo mediatico, per chi non l’avesse ancora capito.

Grazie alle strepitose capacità degli spin doctors che seguono il Pontefice, i media hanno dato risalto principalmente al messaggio che doveva passare: quello d’una Chiesa moderna che è al passo con i tempi, vicina e sensibile alle nuove esigenze.

«Dio non ha paura delle novità» afferma Papa Francesco[2].

Ma non è Dio a non aver paura delle novità, è invece la Chiesa che ne ha un gran bisogno, se vuole continuare a mantenere consenso e potere.

Insomma, ancora una volta vale il motto “tutto cambi affinché nulla cambi”.

Della verità ce ne infischiamo; del resto, come c’insegnano gli stregoni, per esercitare il dominio sulle masse l’importante non è la verità quanto l’illusione della verità.

Mirco Mariucci

Fonti:

http://utopiarazionale.blogspot.it/2014/10/tecniche-di-sopravvivenza-della-chiesa.html

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