TwitterFacebookGoogle+

Temi etici, il coraggio di leggi avanzate

Articolo di Maurizio Mori (Unità 30.1.14)

“”Eugenio Mazzarella ha ragione quando osserva che sui “temi etici, se si vuole, si può fare subito” visto che queste leggi non hanno costi, e si possono varare anche in tempo di crisi come il nostro. Non solo: se quelle in materia sono buone leggi, tutelano la dignità delle persone, rafforzano la fiducia nelle istituzioni e hanno positivi ritorni economici. Per questo non si dovrebbe esitare un istante a vararle. Ma per elaborare una legge si deve partire da una visione generale della situazione. Per il collega Mazzarella il punto di partenza è il fatto che quelli etici sarebbero «gli unici temi che godono, nel Paese reale, di “larghe intese” naturali, per soluzioni affidate al buon senso, a un diffuso sentire comune».
Su questo, dissento, perché a volte il «buon senso» o il «sentire comune» sono in contrasto con l’etica, ed è sbagliato credere che l’etica coincida col «sentire comune». Fino al 1975 il sentire comune di larga parte degli italiani era contrario alla «parità dei coniugi», la cui introduzione suscitò aspre controversie: allora era una norma «avanzata». Ben presto ci si accorse che aveva colto il verso della storia e ebbe positivi effetti sociali per tutti, inclusi i conservatori sessisti che rivorrebbero il capofamiglia maschio.
Oggi, con molta sorpresa, apprendo che Mazzarella ritiene che il ddl Calabrò proposto nel marzo 2009 offra una soluzione «socialmente condivisa». Dimentica però che fu presentato in fretta e furia dal governo Berlusconi per contrastare il caso Englaro, e che i medici giudicarono quel testo del tutto inadeguato e inaccettabile (a dir poco). Anche qui, rilevo che come minimo il «buon senso» di Mazzarella è in netto contrasto con le indicazioni deontologiche dei medici. Può darsi che per alcuni (i conservatori) queste indicazioni siano «avanzate», ma è facile che presto risultino benefiche per tutti.
Discorso simile sui i gay, ai quali il «comune sentire» riconoscerebbe il diritto alla «unione civile» ma non al «matrimonio», la cui pretesa sarebbe frutto di «un’omologazione ideologica». È troppo comodo, caro Mazzarella, relegare nel calderone delle vecchie «trincee ideologiche» tutte le opinioni difformi da ciò che presumi essere il «buon senso» o il «comune sentire». Basta leggere l’articolata sentenza Windsor vs Usa (26 giugno 2013) della Corte Suprema americana per vedere che l’esclusione dei gay dal matrimonio lungi dall’essere razionale è un’iniqua discriminazione frutto del pregiudizio etero-sessi-
sta, neologismo con cui indico chi crede che i sessi siano solo due (senza tenere conto delle più recenti conoscenze scientifiche). Anche qui, può darsi che per alcuni quest’idea sia «avanzata»: ma è forse un delitto avere idee innovative? Non è meglio che le buone leggi precedano e indirizzino la vita sociale? Il legislatore, cioè il Parlamento eletto dal popolo perché rappresenta (dovrebbe rappresentare) la miglior parte della società, fa come il bravo urbanista progettatore di territori: prevede in anticipo i flussi di traffico e progetta le strade in modo da favorire la viabilità e prevenire le file e gli ingorghi, senza restare ancorato al «comune sentire» che spesso è sordo alle esigenze emergenti e chiuso al futuro.
Per elaborare buone leggi sui temi etici occorre partire dalla considerazione che la rivoluzione biomedica ha già cambiato e sta sempre più cambiando alcuni parametri tradizionali. Non bisogna avere paura della scienza e pensare che debba essere messa subito al guinzaglio: la scienza è la cosa migliore prodotta dall’uomo negli ultimi 4 secoli. L’etica, quella vera e razionale, ci impone di individuare le regole che – tenuto conto dei progressi scientifici e della rivoluzione biomedica – favoriscono la dignità e il benessere di tutti nelle nuove condizioni storiche che già sono in essere e si verranno sempre più a creare. Non è sempre facile scorgere quali esse siano, e per questo non sempre il «comune sentire» è adeguato. Forse gli esperti sanno vedere meglio: come il bravo urbanista prevedendo i flussi di traffico sa favorire lo sviluppo del territorio, così il legislatore accorto prevedendo le dinamiche sociali sa come favorire la dignità delle persone e aumentare il benessere di tutti.
In Italia, dopo la stagione delle grandi (e benefiche) riforme sociali degli anni ’70 (statuto dei lavoratori, riforma psichiatrica, sanità pubblica, aborto, ecc.) sui temi etici ha prevalso l’atteggiamento conservatore. Solo la magistratura ha contenuto il possibile catastrofico arretramento contrario ai principi della Costituzione (si pensi alla legge 40). Per i partiti della sinistra, che promettono di innovare il Paese, è forse giunto il tempo di rompere gli indugi e pensare a leggi «avanzate» che sappiano favorire le dinamiche sociali, e non intasarle in omaggio a tradizioni ataviche ormai obsolete o a un «sentire comune» informato a queste.
In questo senso, oltre riconoscere presto il matrimonio gay, c’è da ripensare la legge sulla fecondazione assistita in sostituzione della assurda legge 40/2004, c’è la legge sulla ricerca scientifica con le cellule staminali, embrionali e non, c’è la legge sul fine vita che garantisca l’autodeterminazione nel rifiuto delle cure e non impedisca l’eutanasia già in discussione in tutti i Paesi avanzati (Gran Bretagna, Francia, ecc.), c’è da pensare a un Comitato Nazionale per la Bioetica più pluralista e meno succube alle prospettive cattoliche, e via dicendo.
L’elenco è incompleto e l’agenda sul tema è densa: se si vuole far ripartire il Paese si devono fare leggi che aggiornino le modalità di convivenza civile circa i cosiddetti «temi etici» sulla scorta di un’etica che non abbia paura della scienza e sappia guardare avanti anche abbandonando quel «sentire comune» che spesso dipende da un passato che ormai non macina più.””

Fonte

Questo sito non rappresenta una testata giornalistica; viene aggiornato saltuariamente e non può quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge 62 del 07/03/2001. Inoltre viene utilizzato materiale tratto da siti/blog che possono essere ritenuti di dominio pubblico. Se per qualsiasi motivo gli autori del suddetto materiale, o persone citate nello stesso non gradissero, è sufficiente una email all'indirizzo apocalisselaica[@]gmail.com e provvederemo immediatamente alla rimozione.